Daniela Latella / Foto di Armando Melocchi, Milanno
Daniela Latella / Foto di Armando Melocchi, Milanno

Giovanissima e di successo sta per volare in Cina, con in tasca il primo premio di un importante concorso nazionale promosso da Confartigianato Imprese, che le ha aperto le porte della Pechino Fashion Week, in programma dal 25 al 30 ottobre. Parliamo di Daniela Latella, studentessa ventiduenne dell’Accademia Euromediterranea di Catania, vincitrice della settima edizione del concorso Imbastire un sogno. Cucire un’idea.

Daniela com’è nata la tua passione per la moda ?
La passione per la moda non ricordo quando e come sia nata, credo sia innata! Sin da piccola ho vissuto quell’atmosfera “magica” che si respira nella sartoria della nonna, tra magazine di moda e riviste vintage, che sicuramente mi ha trasmesso la dedizione per il cucito. Finito il liceo, per acquisire le basi sartoriali frequento un anno come stagista presso l’atelier Lilli Spina Couture. Grazie a quest’esperienza la voglia di intraprendere questa strada cresce e nel 2012 decido di iscrivermi al Corso Quadriennale di Fashion Design dell’Accademia Euromediterranea di Catania.

L’edizione del Concorso che ti ha visto vincitrice aveva come mood la Madre Terra. Cosa ha ispirato la tua creazione e ti ha guidato nella scelta dei tessuti ?
Mi sono ispirata all’acqua, simbolo di vita, che ha dato vita al mio mood. In particolare ho prestato la mia attenzione ad un fenomeno che sta interessando da tempo l’intero globo terrestre: lo scioglimento dei ghiacciai. Ho iniziato così a buttar giù i primi bozzetti : colori tenui con forme, volumi e asimmetrie che richiamassero l’iceberg. Da qui l’idea di un “Ice dress”. La scelta accurata delle varie texiture è stata fondamentale per la realizzazione dell’idea iniziale. Tessuto tecnico unito a organza di seta formano i volumi, mentre il pizzo con pailettes cristallizza il tutto!

Qual è l’aspetto del tuo lavoro che più ti appassiona ?
Credo che l’ambito sartoriale avrà sempre la mia preferenza sugli altri aspetti di questo vastissimo campo. Il percorso formativo intrapreso presso Harim mi ha dato poi modo di poter apprezzare la grafica, il design, ma soprattutto la fase di progettazione, quella in cui ci si mette davvero alla prova. Ciò che vorrei approfondire è la modellistica, data anche la grande richiesta di settore.

Qual è stato il primo abito che hai disegnato ?
A dire il vero ho più impresso quello che ho “cucito”, senza ago perché troppo piccina. Mi è bastata una semplice busta di plastica azzurra per vestire una barbie che tuttora conservo.

Hai uno stilista di riferimento a cui ti ispiri per le tue creazioni ?
Sono cresciuta ammirando le creazioni di Valentino, pura poesia in passerella! Di Armani adoro lo stile e le linee pulite. Per il resto cerco di cogliere un po’ da tutto quello che si avvicina al mio mondo. In questo mestiere tutto è in continua evoluzione. Spesso accade di cambiar direzione per poi tornare all’idea iniziale.

Debuttare in un contesto internazionale è una grande opportunità per la carriera di una stilista emergente. Come ti stai preparando a questo importante appuntamento ?
A dire il vero non ho ancora ben realizzato che la prossima metà è Pechino. L’opportunità concessami dal concorso è senz’altro unica e il confronto con altre realtà, soprattutto internazionali, è sempre stimolante.

Progetti futuri ?
Innanzitutto concludere il mio percorso in Harim con la mia prima piccola collezione. E poi mi aspetta lo stage, ottenuto grazie al concorso, presso un’importante azienda del settore. Il mio motto è “ad maiora semper”!

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