Acqua torbida a Taormina
Acqua torbida a Trappitello

Al via i lavori nella prossima settimana – L’ordinanza del sindaco di Taormina, Eligio Giardina, firmata il 2 ottobre in cui, considerando che l’acqua attinta dai pozzi di via santa Filumena è torbida e in attesa che giungano i risultati analitici sui campionamenti di acque potabili prelevate il 29 settembre 2015 e trasmesse all’Asp di Messina, ha dichiarato con effetto immediato il divieto di utilizzo dell’acqua per uso potabile in tutta la città di Taormina. Ecco, ci risiamo. Dopo le numerose segnalazioni di cittadine e cittadini che in questi giorni si sono lamentati per il colore marrone dell’acqua torbida, a Taormina e in modo più grave nella sua frazione di Trappitello, che usciva dai loro rubinetti, la giunta comunale ha preso questa decisione e l’assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Carella, ha fatto sapere che nelle ultime ore è avvenuto un incontro tra lui, gli ingegneri del campo da golf, il tecnico del comune l’ingegnere Puglisi e il tecnico dell’acquedotto Biagio Andò. «Siamo arrivati alla conclusione che per andare a risolvere i problemi verranno posizionate, a partire dalla prossima settimana, delle grate vicino al pozzo e accanto al pozzo verrà inserito un tubo, che passerà in una proprietà privata. Inoltre prima della ferrovia, dove c’era il passaggio a livello, verrà messa una vasca per raccogliere queste acque in modo da evitare di farle arrivare fino a via santa Filumena».

La frecciata di Carella al suo predecessore – L’ipotesi avanzata è che quando il pozzo si svuota, l’acqua viene rispedita nel campo da golf dove c’è un tubo che, con ogni probabilità, non scarica nel fiume Alacantara ma favorisce le infiltrazioni. Bisognerà attendere le prossime piogge per capire se il problema sarà stato risolto. Nel frattempo l’assessore Carella, come annunciato nell’ultimo Consiglio comunale, ha comunicato di aver chiesto le mappe aeree della zona in cui si trova l’incompiuto campo da golf, «perché 25 anni fa circa c’era un pozzo dove si trovava una discarica di spazzatura. Con il trascorrere degli anni quel pozzo è stato eliminato per lasciare spazio a un altro pozzo. Le mappe potranno aiutarci a individuare il luogo dove si trovava questo pozzo, per capire se quando hanno scavato durante i lavori per il campo da golf hanno toccato proprio quel pozzo». Si tratta della seconda ipotesi. Infine l’assessore Carella ha replicato al suo predecessore, Enzo Scibilia, e ha affermato: «Considerando che lui è stato assessore prima di me e a quanto pare conosceva il problema, perché non lo ha risolto in quel periodo?».

Il dibattito sulla potabilità dell’acqua e i lavori compiuti in questi anni – Al di là delle polemiche, si tratta di un problema che la città si trascina dietro da diversi anni. Le piogge stagionali, purtroppo, non fanno altro che far venire a galla l’acqua marrone. Ormai non serve la “bomba d’acqua” di turno per procurare disagi in città. Tra il 2011 e il 2012 sono state effettuate diverse analisi sulla potabilità dell’acqua a Taormina. Test compiuti dall’Asp 5 di Messina e dall’Università degli studi di Messina. Le due strutture, in tempi non sospetti, avevano dato l’ok per il consumo dell’acqua taorminese. Anche se, sia Legambiente che il comitato cittadino “Impegno sociale taorminese”, avevano sollecitato le autorità e non sembravano convinte da quei risultati. Il problema, in sostanza, continuava a persistere. E in un articolo del 25 luglio 2012, pubblicato su BlogTaormina, si affermava che «la chiusura del vecchio pozzo romano e la realizzazione e attivazione di un nuovo pozzo gemello non è bastata a risolvere il problema». Lavori (la chiusura tombale del vecchio pozzo esistente; l’attuazione avvenuta del nuovo pozzo a Trappitello, già posto in attività, e il collegamento di questa fonte con la vasca di accumulo) erano costati alle casse comunali oltre 68 mila euro.

Quelle affermazioni dell’architetto Bitto – Tra varie proteste cittadine e richieste di verifiche, cresceva l’ipotesi che i problemi sulla potabilità dell’acqua fossero legati ai lavori per un complesso ricettivo, con annesso campo da golf, in contrada Vareggio. Questa ipotesi è quella di cui abbiamo parlato il 30 settembre 2015: sarebbero stati realizzati dei pozzi di captazione delle acque delle falde dell’Alcantara. Questi pozzi avrebbero una refluenza con la falda freatica da cui attinge il pozzo taorminese di santa Filumena e da quel momento sarebbe iniziata l’infiltrazione di acqua e fango che non fa altro che inquinare la falda freatica da cui attinge l’acquedotto di Taormina. Dunque verrebbero coinvolte anche le acque distribuite a Trappitello. Ma nell’ormai lontano 2010, l’architetto Vittorio Bitto, responsabile tecnico dei lavori per conto della Offside, ovvero la società che aveva proposto il progetto del campo da golf, sosteneva che «qui (ovvero in quello che dovrebbe essere il campo da golf) c’è la possibilità di avere una fruizione idrica mediante il sistema di irrigazione gestito dal Parco fluviale, che tramite delle saie esistenti, che naturalmente verranno lasciate, consentiranno nei periodi di maggiore siccità di alimentare i laghetti. […] Non ci saranno delle ricadute sull’approvvigionamento idrico della città, perché l’acqua che noi utilizziamo è per uso agricolo per cui non ci sono interferenze con gli approvvigionamenti, ne tanto meno aggravi sulle utenze». Affermazioni che, con il passare delle settimane, potrebbero trasformarsi in un boomerang.

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