Carla La Placa
Carla La Placa

Dalla sinergia dei ventuno testimonial del Saper Fare e della Potenza del Limite, scelti per raccontare al mondo le eccellenze italiane, nasce l’Associazione Padiglione Italia, espressione del Dna italiano. L’ambizioso progetto è stato annunciato lo scorso 28 settembre presso la lounge Mipaaf del Padiglione Italia dalla sua Presidente Francesca Petrini e da Cesare Vaciago, Direttore Territori e Contenuti Padiglione Italia. Tra i fondatori vi è anche la giovane seed saver siciliana, Carla La Placa, impegnata da diversi anni nella salvaguardia della biodiversità.

Carla, qual è la mission della vostra associazione ?
“ L’Associazione Padiglione Italia nasce innanzitutto dalla volontà di non disperdere il prezioso lavoro svolto in questi mesi dalle diverse realtà imprenditoriali presenti ad EXPO MILANO 2015. Il nostro obiettivo sarà quello di legare l’attività di ricerca e di sviluppo nel settore agroalimentare alla diffusione dei suoi valori nel mondo.”

Da cosa nasce l’idea di utilizzare nel logo il Dna ?
“ Il Dna esprime la consapevolezza di rappresentare l’essenza. Da qui l’idea di raggruppare tutte le nostre produzioni, che rappresentano in questo momento il meglio che l’Italia può offrire, dandoci allo stesso tempo l’obiettivo di essere il motore che vuole catalizzare il talento presente nel nostro Paese. Ecco perché l’attività dell’Associazione avrà un carattere multidisciplinare, reso possibile dalle diverse componenti che animano il progetto, che spaziano dal settore produttivo a quello scientifico e accademico.”

Da anni è impegnata nella salvaguardia della biodiversità. Quanto questo aspetto sarà importante nell’attività dell’associazione ?
“Il rispetto dell’ambiente è un tema di fondamentale importanza, se non il più importante. Metteremo a disposizione le nostre professionalità ad università e centri formativi, sia in Italia che all’estero, per la diffusione della cultura d’impresa e della cultura dell’innovazione nel settore agroalimentare. La nostra non è un’attività produttiva e innovativa fine a se stessa. L’innovazione deve garantire un futuro sostenibile. Ciò accade solo se si tutela il territorio in cui operiamo. ”

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