Nino Raneri, Capogruppo della minoranza
Nino Raneri, Capogruppo della minoranza

«Non era necessario che Orlando Russo andasse in televisione per darmi ragione su un fatto evidenziato sin dal 2012» – L’intervento del sindaco di Castelmola, Orlando Russo, al programma di approfondimento politico di Rete 4, Quinta Colonna, condotta da Paolo Del Debbio, ha provocato la reazione del capogruppo della minoranza consiliare, Nino Raneri. Il primo cittadino aveva dichiarato: «Sono venuto questa sera a parlare del torrente santa Venera. È strapieno e non si riesce a svuotarlo, perché noi perseguiamo la politica del “gattopardo”. Una volta non si fa per una cosa, una volta non si fa per un’altra. La realtà, però, è che cinque contrade rimangono isolate e quando ci scapperà il morto, soprattutto nella frazione di Trappitello, le responsabilità saranno del sindaco». Nino Raneri, però, sostiene che «non era necessario che Orlando Russo andasse in televisione per darmi ragione su un fatto evidenziato sin dal 2012».

«Sbandierava un finanziamento di 500 mila euro» – «Infatti, prosegue Nino Raneri, quando chiedevo quali interventi fossero stati realizzati dal suo insediamento per la risagomatura del letto del torrente santa Venera ( e non del Sirina, come dichiarato a Quinta Colonna), in quanto il letto del torrente superava gli argini e l’acqua scorreva su quello che rimaneva della strada adiacente, e quindi evidenziavo il pericolo per tutti quelli che vi transitavano e gli chiedevo se bisognava che scappasse il morto, il sindaco minacciava di denunciarmi per procurato allarme sociale. Solo il seguito il primo cittadino si è accorto del problema esistente e sbandierava un finanziamento di 500 mila euro, ottenuto per merito suo dalla Protezione Civile per la risagomatura del torrente. L’anno scorso si faceva fotografare davanti ad una motopala con la sua inseparabile fascia, nel territorio di Taormina,  dopo aver buttato via 10 mila euro per realizzare una passerella sul letto del torrente stesso (che è stata portata via dalla prima pioggia), dicendo di aver messo in sicurezza i luoghi».

«Ha iniziato la campagna elettorale come candidato sindaco della Città Metropolitana di Messina» – Ma, evidenzia il capogruppo dell’opposizione, «dei 500 mila euro non si vedeva neanche l’ombra, mentre comparivano dei tubi rotocompressi collocati nel letto del torrente per collegare le due sponde, senza minimamente pensare che la vita delle persone veniva messa a rischio. Se tutti i problemi erano stati risolti, come mai oggi lo troviamo in televisione a cercare aiuto e soluzioni? In realtà ha iniziato la campagna elettorale come candidato sindaco della Città Metropolitana di Messina e riprende a fare promesse come ha fatto per la candidatura a sindaco di Castelmola, vendendo fumo, come ha sempre fatto. L’arrosto, però, non c’è».

© Riproduzione Riservata

Commenti