Giardini Naxos, Parco archeologico

I dati pubblicati dall’assessorato regionale e le preoccupazioni della politica locale – La discussione sul Parco di Naxos prosegue. Negli ultimi giorni il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, si è recato a Palermo per affrontare anche questo argomento. In sostanza Taormina, Giardini Naxos e Francavilla di Sicilia si troveranno a convivere nel Parco di Naxos. Un qualcosa che non piace a una parte della classe politica taorminese, soprattutto alla luce degli incassi pubblicati dall’assessorato regionale dei Beni Culturali, che mostra come il Teatro antico della Perla dello Jonio, insieme alla Valle dei Templi di Agrigento, è il traino dell’archeologia isolana. La distanza con gli altri siti è evidente e lo è ancora di più con Giardini Naxos e Francavilla di Sicilia. È questa la preoccupazione principale di diversi politici taorminesi, che non vorrebbero veder ridimensionato il ruolo e gli incassi di Taormina.

Gestione degli spettacoli. Parla il sindaco Lo Turco – Una convenzione, invece, difesa con forza dal primo cittadino Eligio Giardina: «Non ho svenduto niente, ma al contrario ho valorizzato la città». Secondo questa convenzione, a quanto pare, il 30 per cento di incassi dal Teatro antico andrà alla città di Taormina e si deve aggiungere il 10 per cento dei biglietti degli spettacoli serali. Infine il 70 per cento non andrà alla regione, bensì al Parco di Naxos di cui Taormina è il comune capofila. Ma l’impressione è che a Palermo ci sia una vero e proprio braccio di ferro tra regione da una parte e comuni interessati dall’altra parte. Il nodo della questione è la programmazione degli spettacoli. La regione vorrebbe continuare a poter gestire il calendario, ma questa idea non piace in primis al comune di Giardini Naxos. «Noi non siamo d’accordo», ha detto il sindaco di Giardini Naxos Nello Lo Turco. «Lo dico nell’interesse di tutti, non solo del mio paese».

Mario D’Agostino: «Folle essere gli ultimi a sapere quali sono le scelte sui nostri territori. Vogliamo una partecipazione diretta» – Sulla stessa linea di pensiero il vicesindaco e assessore alla Cultura di Taormina, Mario D’Agostino, che ha sottolineato come al momento opportuno la città chiederà di partecipare in prima persona nelle scelte territoriali e quindi non si potrà rimandare il tema della compartecipazione nella gestione degli spettacoli. «Al momento giusto chiederemo e parleremo della compartecipazione nella gestione degli spettacoli e anche degli altri siti archeologici della città. Al momento subiamo la gestione del Teatro antico, ma in futuro vogliamo essere coinvolti nelle scelte che riguardano il Teatro antico e gli altri siti archeologici». Secondo l’assessore Mario D’Agostino «è folle essere gli ultimi a sapere quali sono le scelte sui nostri territori. Vogliamo una partecipazione diretta».

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