Giardini Naxos, parco archeologico

Gli ingressi gratuiti, nel 2013, nel Teatro antico di Taormina sono stati 199.356 – L’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana ha diramato i dati della fruizione dei Beni Culturali in Sicilia. I numeri riguardano il 2013 e il 2014. Si tratta di cifre importanti, rilevanti, che dimostrano la centralità storica, artistica e quindi turistica dell’isola del Mediterraneo. L’elenco si suddivide per provincia e in quella di Messina non poteva mancare Taormina con i suoi due siti: Teatro antico e Museo naturalistico regionale dell’Isola Bella e di Villa Caronia. Per quanto concerne l’area archeologica del Teatro, nell’anno 2013, le persone che sono entrate pagando un biglietto sono state 494.260, mentre quelle che hanno varcato la soglia del Teatro gratuitamente sono state 199.356. Il totale è di 693.616, ma ciò che sorprende sono gli ingressi gratuiti. In realtà, buona parte di questa cifra, viene coperta dalle scuole che di solito visitano il Teatro greco e gli altri siti archeologici in primavera. E a ciò si deve aggiungere una legge secondo la quale i cittadini europei (e adesso anche quelli non europei) al di sotto dei 18 anni, possono entrare al Teatro senza pagare il biglietto.

La locomotiva archeologica di Taormina – Rimane, però, una parte di biglietti gratis. Quelli che vengono divisi tra politici, giornalisti e autorità. Sta di fatto che nel 2013 gli incassi hanno toccato i 3 milioni 793 mila euro. Nel 2014, invece, i paganti sono stati 506.622, mentre i non paganti 191.588, per un totale di 698.210. Crescono i biglietti acquistati e diminuiscono quelli ottenuti gratuitamente. L’incasso dello scorso anno ammonta a 3 milioni 883 mila euro. Al di là della vicenda dei biglietti gratuiti, che mostra, mettendo da parte le scuole e la legge sui minorenni, un vizio difficile da sconfiggere, ciò che balza all’attenzione sono i numeri e gli incassi che il Teatro antico riesce a fare a differenza degli altri beni culturali della Sicilia. Il suo “competitor”, il Teatro greco di Siracusa, che si trova all’interno dell’area archeologica della Neapolis e dell’Orecchio di Dionisio, nel 2013 ha avuto 299.026 paganti e 181.033 non paganti per un totale di 480.059 e un incasso di 2 milioni e 846 mila euro. Nel 2014, invece, i numeri crescono ma rimangono sempre inferiori a quelli del Teatro di Taormina. I paganti sono stati 355.014, i non paganti 184.183 per un totale di 539.197 ingressi e un incasso di 3 milioni e 426 mila euro.

Nell’area archeologica di Giardini Naxos, nel 2013, il 50 per cento è entrato gratuitamente – Numeri importanti li ha fatti anche il Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, che nel 2013 ha avuto 339.738 paganti, 204.141 non paganti per un totale di 543.879 ingressi e un incasso di 3 milioni 271 mila euro. Nel 2014 i paganti sono stati 407.935, i non paganti 202.780 per un totale di 610.715 ingressi e un incasso di 3 milioni 987 mila euro. Cifre, queste ultime, che superano gli introiti del Teatro greco di Taormina nell’anno 2014. E a proposito di Taormina, per quanto riguarda il Museo naturalistico regionale dell’Isola Bella e di Villa Caronia, nel 2013 i paganti sono stati 23.578, i non paganti 8.859 per un totale di 32.437 ingressi e un incasso di oltre 76 mila euro. Nel 2014 i paganti sono stati 28.637, i non paganti 12.110 per un totale di 40.747 ingressi e un incasso che sfiora i 100 mila euro. Per quanto riguarda la vicina Giardini Naxos e il suo Parco e Area archeologica, i paganti nel 2013 sono stati 10.096, i non paganti 9.995 per un totale di 20.091 ingressi e un incasso di 19 mila euro. Nel 2014, invece, i paganti sono stati 13.820, i non paganti 9.545 per un totale di 23.365 ingressi e un incasso di oltre 26 mila euro. Cifre in crescita, ma meno consistenti di quelle taorminesi. A Giardini Naxos, però, sorprende come il 50 per cento paghi il biglietto e il 50 per cento, in sostanza, non lo paghi (è stato così nel 2013). Ma in un ragionamento del genere, a onor del vero, vanno sempre ricordate le scolaresche, la legge sui cittadini inferiori ai 18 anni che non pagano e i biglietti comulativi. Ma bastano queste eccezioni a giustificare simili dati?

© Riproduzione Riservata

Commenti