Tahar Ben Jelloun ritira il Taobuk Award For Literary Excellence
Tahar Ben Jelloun ritira il Taobuk Award For Literary Excellence

Lo scrittore poeta e saggista marocchino Tahar Ben Jelloun ieri sera, a Taormina, nella serata conclusiva del Taobuk, di fronte ad una piazza IX Aprile gremita, ha presentato il libro È questo l’islam che fa paura. Il volume, attraverso un dialogo immaginario con la figlia francese di origini musulmane, descrive in sintesi lo sdegno dell’Islam moderato di fronte ad un fondamentalismo che, nella scia di violenze ed efferatezze, offende la fede in Allah, e mette in crisi i tentativi di avvicinamento tra le culture.

Nel ’71 lo scrittore lasciò il Marocco per andare a Parigi a cercare la libertà di espressione, “fuggendo” da un paese che cominciava a divenire una dittatura. Da allora ad il paese è molto cambiato. A quei tempi, ha raccontato al pubblico Ben Jelloun, era un paese che aveva delle ideologie che potevano essere comuniste, socialiste o tradizionaliste, ma essenzialmente l’Islam non rappresentava affatto un problema. Poi dopo la rivoluzione iraniana del ’79, con il ritorno di Khomeini e l’intervento armato dell’occidente, si è radicato un senso di opposizione verso gli Stati uniti e l’Europa. Dopo quell’azione avventata di Bush, senza l’accordo totale degli altri paesi, l’Iran cominciò ad alimentare tutte le formazioni militari e terroristiche che rifiutavano i canoni occidentali.

Richiamando le grosse responsabilità sia dei paesi occidentali che dei paesi arabi, Ben Jelloun ha affermato che molto probabilmente se non si fosse attaccato l’Irak, oggi non ci troveremmo di fronte alla minaccia dell’Isis. Con assoluta certezza si può precisare, ha aggiunto, che l’esercito dell’Isis è composto dalle menti dell’esercito irakeno smantellato dagli americani. Non va nemmeno dimenticato che l’Isis riceve grossi finanziamenti da diversi paesi del golfo. Certamente non dai governi, ma sicuramente da persone del Khatar e dell’Arabia Saudita. Anche per questo la gente moderata dei paesi del golfo ha paura dell’Isis. «Voi pensate davvero che una religione monoteista come l’islam, ispirata dal giudaismo all’ebraismo e dal cristianesimo e possa approvare la schiavitù sessuale delle bambine, o la decapitazione di individui solo perché non condividono la stessa religione? Credete che in questa religione ci sia una sola frase che parli di violenza? No non c’è, ed è questo che fa male». Ha detto Ben Jelloun, e di sicuro nessuno potrebbe affermare il contrario.

Fa male anche ammettere che forse buona parte della instabilità dei paesi del nord Africa e del medio oriente, è figlia di una politica di aggressione degli Stati Uniti, e di una incapacità dell’Europa di appoggiare i movimenti progressisti in quei paesi, anche se questi movimenti progressisti non sono stati capaci di parlare ai popoli, mentre quelli che ci sono riusciti sono stati gli islamisti. Si è pensato che la democrazia fosse un’ idea dell’occidente, ma a ben guardare la primavera araba voleva affermare proprio i principi della democrazia. Oggi in Marocco ad esempio gli islamisti non sono degli estremisti. Visitando il paese si comprende che è un paese musulmano per cui la religione non è solo una religione, ma un modo di vivere. È un paese che sta studiando la democrazia, e ogni giorno impara sempre di più cosa è uno stato di diritto, e cosa è la libertà di stampa. Di sicuro non è lecito offendere il re, o disegnare vignette del profeta, perché il profeta non può essere caricatura, il poeta è spirito.

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