Giardini Naxos, palazzine abusive lungo il torrente Sirina

Sopralluogo effettuato anche dai carabinieri – Questa mattina si terrà, presso il comune di Giardini Naxos, una conferenza di servizi  sulle problematiche dei torrenti Sirina, san Giovanni e santa Venera. Un incontro che dovrebbe contribuire a stringere i tempi per risolvere con rapidità le difficoltà del territorio. Staremo a vedere. Intanto, per quanto concerne il torrente Sirina, e per essere precisi a Ortogrande, località adiacente al corso d’acqua, è stata emanata un’ordinanza di sospensione dopo il sopralluogo effettuato anche dai carabinieri, che hanno constatato la realizzazione di due edifici rurali della ditta “Immobiliare i Portali Spa”, i quali non possiederebbero i titoli abilitativi. Non è un caso, infatti, che la Soprintendenza di Messina, il 14 maggio 2014, poneva il proprio veto nel concedere un’autorizzazione paesaggistica per quei fabbricati. Una presa di posizione che aveva costretto il dirigente pro tempore dell’ufficio tecnico a sospendere i termini di legge per l’istruttoria.

Non è mai troppo tardi – Il fatto è grave e lo si comprende dalle pagine dell’ordinanza di sospensione, dove si parla della necessità di sospendere i lavori per impedire la realizzazione di ulteriori opere abusive. In sostanza si tratta di un’ordinanza che apre la strada alla probabile demolizione delle opere realizzate abusivamente. A questo punto, anche se occorrerà attendere gli sviluppi della vicenda, si può affermare che è incredibile come in questi anni si sia potuto realizzare tutto ciò senza che nessuno notasse niente. Abbiamo dovuto attendere l’alluvione del 9 settembre per scoprire queste vicende, porre alcune domande e parlare alla luce del sole di abusivismo. È questo, occorre ricordarlo, ciò che è scritto nell’ordinanza di sospensione del comune di Giardini Naxos. Mentre negli occhi dei cittadini del luogo rimangono indelebili quelle immagini del fango e dell’acqua che scorrevano lungo il torrente Sirina, provocando i danni ormai ben noti, ecco che a monte, in località Ortogrande, c’era qualcosa che non andava. Giusto per usare un generoso eufemismo e adesso bisognerà capire le eventuali relazioni con l’alluvione di qualche settimana fa.

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