Vittorio Sabato
Vittorio Sabato, vicepresidente del Consiglio comunale di Taormina

«Non vi faccio sedere in Consiglio comunale, perché quelli sono riservati alla stampa, non ai “cuttigghiari”» – E’ arrivata una nuova telefonata. Questa volta dopo l’articolo di denuncia delle minacce che è stato pubblicato ieri su BlogTaormina. Il tono è più duro, l’intimidazione è sempre la stessa, ovvero quella di non andare in Consiglio comunale: «Non vi faccio sedere in Consiglio comunale, perché quelli sono riservati alla stampa, non ai “cuttigghiari”». Caro vicepresidente, ma cosa vuol dire di preciso che non ci farà sedere nell’Aula consiliare? Il Consiglio comunale è pubblico e i cittadini possono assistere alle sedute. Inoltre io sono regolarmente iscritto all’Ordine dei giornalisti e dunque non capisco questa sua volontà censoria. Cosa e chi vuole mettere a tacere? E perché? Per aver pubblicato un articolo che riprendeva una notizia pubblicata sull’albo pretorio del comune di Taormina, quindi pubblica e leggibile da ogni persona? Caro vicepresidente, “cuttigghiari” è un appellativo che non ci sfiora. Un termine che non ci appartiene. La invito, a tal proposito, a leggere qualche articolo di BlogTaormina.

Un’altra citazione cinematografica – Già, uno dei principali quotidiani online della Sicilia. Il più letto nella zona in cui lei è stato uno dei consiglieri comunali più votati. Visto che questa vicenda è nata citando un film, ovvero “Kramer contro Kramer”, gliene propongo un altro. “Sostiene Pereira”, tratto dal libro di Antonio Tabucchi. Una pellicola che ricalca i valori etici e deontologici di un giornalista con la schiena dritta, non prezzolato e soprattutto non a sua disposizione. Legga questo dialogo, magari le può essere utile: «Qualcosa come?, rispose Pereira. Beh, disse la signora Delgado, lei è un intellettuale, dica quello che sta succedendo in Europa, esprima il suo libero pensiero, insomma faccia qualcosa. Sostiene Pereira che avrebbe voluto dire molte cose. Avrebbe voluto rispondere che sopra di lui c’era il suo direttore, il quale era un personaggio del regime, e che poi c’era il regime, con la sua polizia e la censura, e che in Portogallo tutti erano imbavagliati, insomma che non si poteva esprimere liberamente la propria opinione, […] Capisco, replicò la signora Delgado, ma forse tutto si può fare, basta averne la volontà».

Forse non si riconosce nei principi fondanti dell’Italia? Se è così, caro vicepresidente del Consiglio comunale, dovrebbe dimettersi. Fare un passo indietro, per coerenza – Questo dialogo è estrapolato dal film e mette in luce la parola “volontà”. La mia volontà è quella di raccontare i fatti, giorno dopo giorno, a prescindere dal colore politico e dalle persone. Crearsi un’opinione spetta al lettore, non è certo compito mio inculcare qualcosa. È questo quello che ho fatto nell’articolo “Kramer contro Kramer” e lo rifarei altre cento volte. Raccontare la quotidianità, del resto, è sinonimo di democrazia. Cosa le da fastidio di tutto questo? Forse non si riconosce nei principi fondanti dell’Italia? Se è così, caro vicepresidente del Consiglio comunale, dovrebbe dimettersi. Fare un passo indietro, per coerenza. Quando dice «io sono il suo padrone», cosa intende di preciso? No, perché BlogTaormina ha già un suo editore e una società che lo gestisce a quanto pare con ottimi risultati. Non so a cosa e a chi è abituato lei, ma si abitui a convivere con la stampa libera, indipendente e non prezzolata. Noi, per quanto ci riguarda, quando vorrà farlo, le offriamo l’opportunità di replicare con dichiarazioni non offensive e attinenti al contesto dell’argomento. Proprio questo, tra l’altro, le era stato detto nella prima telefonata intimidatoria che mi aveva fatto.

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