David Leavitt ospite del TaoBuk

La rassegna di Taobuk continua a sfornare serate di grande interesse letterario. La data del 21 settembre sarà certamente ricordata dai fan dello scrittore statunitense David Leavitt, che ha presentato con l’aiuto di Roberta Scorranese, del corriere della sera, I due hotel Francfort, un romanzo che i lettori aspettavano da anni. Si tratta della storia di due coppie americane in fuga, ferme in Portogallo, in attesa di imbarcarsi per gli Stati Uniti. In una Lisbona colorata e fascinosa, i protagonisti si lasciano andare liberi da ogni inibizione e costrizione. Qui i due protagonisti maschili, vivono una bruciante esperienza di amore e di sesso. Una vicenda che forse poteva svolgersi solo tra le magiche atmosfere della città di Pessoa. Torna quindi il tema della omosessualità, anzi dell’amore bisex, visto che i due sono anche sposati con le rispettive donne.
L’intervento di Roberta Scorranese del corriere della sera lo aiuta a sottolineare che il suo romanzo non è una storia che nasce con il desiderio di parlare ancora di tematiche gay o bisessuali in particolare, «anche perché io non ho mai guardato una donna dal punto di vista erotico».

Qualche anno fa la dimensione gay viveva momenti di tensioni emotive decisamente più forti; il che la rendeva decisamente degna di attenzioni, mentre ai nostri giorni tanta letteratura e tanta televisione sono riusciti a tirarla fuori dall’ombra. Anzi oggi i romanzi che raccontano di una semplice storia gay, senza altri contenuti profondi, sanno un po’ di stantio, poiché molti ormai vedono la coppia gay come un fatto normale. Tempo fa i gay erano una realtà invisibile ore invece hanno una visibilità che ha cominciato a far emergere l’esigenza di affermare i propri diritti essenzialmente come coppia. Nella ricerca di Leavitt ha più senso parlare di problematiche di coppia. E infatti adesso la frontiera del diritto, della libertà e dell’etica si è spostata verso l’idea della possibilità delle coppie gay di costituire una famiglia “completa” con le adozioni.

Una delle cose che ha colpito lo scrittore americano in questa sua permanenza a Taormina, infatti, è stata la visita a Casa Cuseni, che è un’altra realtà straordinaria della perla dello Ionio e che lo ha messo di fronte ad una rivelazione che pare avere solo i connotati artistici, ma in realtà investe l’ambito globale del panorama gay. Accompagnato nella visita da Franco Spadaro, che è il custode non solo fisico, ma anche spirituale di quello che è diventato il primo museo di Taormina, ha potuto scoprire una delle prime immagini, nel bellissimo affresco di Frank Brangwyn, che ritrae una coppia di uomini, in cui uno dei due tiene in braccio un bambino.

Levitt ha parlato in inglese, ma conosce bene anche l’italiano e infatti il valido interprete traduceva soltanto il suo inglese per il pubblico e non le domande che gli venivano rivolte. Questo perché l’autore di tanti best seller ha vissuto in toscana per diversi anni. Ragioni di ordine economico poi lo hanno indotto a fare la scelta di non vivere più in Italia, e adesso si è trasformato in quello che viene definito, con un’espressione usata soltanto nel nostro idioma, “cittadino del mondo”; preferisce tornare da turista e godersi solo le bellezze del nostro paese. Ciò nonostante, ha assorbito una serie di caratteristiche del nostro continente, cosa che fa di lui uno strano romanziere americano, che non si sente dal punto di vista letterario uno statunitense al cento per cento. Non sogna infatti di scrivere il classico grande romanzo americano, perché trova quel tipo di letteratura leggermente provinciale rispetto al romanzo inglese o europeo, e infatti ha confessato candidamente che in maniera naturale tende a far muovere i suoi personaggi verso le città europee.

La letteratura percorre sempre strade diverse, ma per David Lewitt, il potere di uno scrittore parte dal proprio interno, dalla sfida continua di trovare nella propria interiorità soluzioni sempre migliori. E per chiudere l’incontro ha regalato una bella immagine di sé. Quella di un rabdomante, che con quella specie di bastoncino magico che sembra cogliere le energie vibrazionali della terra si aggira sulla superficie dei terreni, per cercare l’acqua. Allo stesso modo lo scrittore può aggirarsi sulla sua superficie per provare, nel lungo viaggio tra la pelle e il cuore a trovare l’acqua dell’anima.

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