Maurizio Andreanò, fondatore di Blogtaormina

Arrivata anche la seconda telefonata – Le parole sprezzanti, l’arroganza, la protervia  del vicepresidente del Consiglio comunale di Taormina, Vittorio Sabato, hanno squarciato il velo di Maya delle istituzioni locali. Se qualche settimana fa in Aula consiliare, dai banchi dell’opposizione, si poneva il problema della legalità, oggi questo aspetto emerge in tutta la sua drammaticità. Si, anche la Perla dello Jonio non è immune da una malattia del genere: l’illegalità. La si percepisce nella palese mancanza di senso dello Stato e delle istituzioni democratiche, per non parlare della Carta Costituzionale, da parte di chi ricopre, addirittura, il ruolo di vicepresidente del Consiglio comunale di una delle principali località turistiche della Sicilia. Dopo la prima telefonata, è arrivata anche la seconda. Il contenuto è simile, anzi i toni sono ancora più duri ed arroganti. Un atteggiamento che dovrebbe spingere il vicepresidente del Consiglio comunale a dimettersi e la giunta dovrebbe prendere le distanze da quelle dichiarazioni e chiedergli di fare un passo indietro.

Ecco le dichiarazioni di Mennella e Andreanò – In attesa di queste mosse, però, arriva la solidarietà dell’editore di BlogTaormina, Italo Mennella, e del fondatore del portale d’informazione, Maurizio Andreanò. Per il noto albergatore si tratta di «un atto non degno della storia di Taormina e della sua tradizione. Siamo un giornale indipendente. L’abbiamo dimostrato in questi mesi e non ci facciamo tirare la giacca da nessuno. Forse qualcuno, ancora, non l’ha capito. Esprimo la mia vicinanza e solidarietà a Valerio Morabito». Il fondatore Maurizio Andreanò, invece, ha ricordato i valori etici che animano BlogTaormina e ha rispedito al mittente le intimidazioni che si sono ripetute nelle ultime ore: «Questa vicenda è la cifra di una pericolosa deriva politica che sta avvenendo in questa città. Le persone perbene che vivono e sognano un futuro migliore per i propri figli, devono reagire uniti e censurare con forza questi atteggiamenti arroganti prima che diventino costume. Al giornalista la mia solidarietà e l’invito a continuare andare avanti, con indipendenza, nel raccontare fatti».

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