C’è poco da stare sereni – La bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio economico e finanziario del comune di Taormina apre la strada al dissesto. Si tratta di uno dei momenti più drammatici per la Perla dello Jonio. Il giudizio dell’organo di Stato è arrivato il 18 settembre, una data che potrebbe passare alla storia come il “venerdì nero” della città. Purtroppo c’è poco da stare sereni. Se nella stagione estiva che ci siamo lasciati alle spalle abbiamo parlato di un incremento turistico e di Taormina come una delle mete preferite dagli italiani e dai viaggiatori, è paradossale assistere a questa decisione da parte della Corte dei Conti. Complotto? Neanche a parlarne. I numeri non sono opinioni e dunque c’è poco da discutere. Contenziosi trascinati per troppo tempo? Probabile, del resto la zavorra rappresentata dalla vicenda Impregilo parla chiaro. Evasione fiscale? Decisamente si. Era il 5 agosto quando in un articolo parlavamo di maxi-evasione fiscale a Taormina.

Maxi evasione fiscale made in Taormina, parte prima – I numeri sono impressionanti e sono in crescita da qualche anno a questa parte. Mancano i controlli e così sui suoli pubblici la situazione è deprimente: il totale residuo dall’anno 2002 all’anno 2008 ammonta a euro 78.698,71, mentre i residui del sottosuolo, ovvero gli spazi all’interno di un locale che appartengono al patrimonio del comune, ammontano a euro 38.083,58. Mentre i residui dell’anno 2009, sempre sui suoli pubblici, ammontano a euro 1.613,63; i residui dell’anno 2010 a euro 1.291, 55; i residui dell’anno 2011 salgono fino a euro 36.440,70; i residui dell’anno 2012 continuano a crescere fino a euro 70.851,46 e i residui dell’anno 2013 ammontano a euro 85.726,33. Altro tasto dolente è quello legato all’acquedotto: I residui attivi, infatti, ammontano a 10 milioni di euro, di cui 6,5 milioni riconducibili all’acquedotto e 3,5 milioni riconducibili alla depurazione fogna. Poi c’è l’evasione fiscale legata alla tassa sulla spazzatura, al secolo Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani). I residui complessivi fino al 2013 ammontano a 10,4 milioni, di cui 5 milioni riconducibili alle partite Iva.

Maxi evasione fiscale made in Taormina, parte seconda – Le cifre si ridimensionano quando si parla di tassa di soggiorno. Il residuo dell’anno 2013 ammonta a euro 22.541,50 (la cifra è sicuramente inferiore, perché in questi giorni sono stati versati alcuni bollettini da parte di due strutture ricettive); il residuo dell’anno 2014 è di euro 46.485,65; il residuo complessivo del 2015, che va dal mese di gennaio al mese di giugno ammonta a euro 110.054,00. La cifra totale è di euro 179.081,15 e le strutture ricettive che non hanno versato la tassa si soggiorno sono 29. I mancati pagamenti al comune, inoltre, riguardano anche la pubblicità e fino al 2013 i residui totali ammontano a euro 117.781,93. Infine, per quanto concerne l’Ici (Imposta comunale sugli immobili), che comprende le annualità fino al 2011, il residuo totale è di 1.993.242,00, di cui euro 674.875,77 riconducibili ai residui totali delle partite Iva.

Ecco le principali spese del 2014 – Una situazione che avevamo denunciato in tempi non sospetti. Taormina come la Bella Addormentata. Dorme, ormai da anni, ma a differenza del noto personaggio animato non mantiene intatta la sua bellezza. Anzi, qualche ruga inizia a palesarsi e le cicatrici sul suo viso sono segni indelebili che difficilmente potranno essere cancellati. Spulciando i dati del sito internet voluto dal Governo italiano, Soldipubblici.gov.it, si possono leggere le spese di tutti i comuni italiani. Quindi anche Taormina. Per quanto riguarda i dati del 2014, la spesa ammonta a oltre 35 milioni di euro. Le tre principali voci di spesa sono state: “Rimborso anticipazioni di cassa” (13.748.338,95 euro),”Competenze fisse per il personale a tempo indeterminato” (3.092.798,73 euro), “Contratti di servizio per smaltimento rifiuti” (2.934.865,68 euro). Poi ci sono altri pagamenti: quelli per utenze e canoni per energia elettrica, che nell’ultimo anno ha cubato un volume di 1.860.779,54 euro. I pagamenti per trasferimenti correnti a altri enti del settore pubblico ha cubato un volume di 1.163.941,0 euro. I pagamenti per altri beni immobili ha cubato un volume di 276.603,27 euro. I pagamenti per transazioni (esclusa obbligazione principale) ha cubato un volume di 109.533,47 euro. I pagamenti per incarichi professionali ha cubato un volume di 105.083,01 euro. I pagamenti per spese per liti (patrocinio legale) nell’ultimo anno ha cubato un volume di  74.973,19 euro. I pagamenti per incarichi professionali esterni ha cubato un volume di 19.055,68 euro. I pagamenti per oneri da sentenze sfavorevoli (esclusa obbligazione principale) ha cubato un volume di 12.570,03 euro.

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