Totò Scalisi
Totò Scalisi, direttore regionale di Confcommercio e direttore dell’Ente Bilaterale del Turismo

Se la località simbolo del turismo siciliano va in default – La notizia della bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio economico e finanziario presentato dal comune di Taormina ha fatto il giro della Sicilia. Anche se occorre attendere la relazione dell’organo di Stato per capire di quali proporzioni sarà il responso della Corte dei Conti, fa sicuramente rumore una decisione del genere. La località simbolo del turismo siciliano è in default. Una di quelle città che dovrebbe essere il traino della regione, annaspa e mostra tutte le proprie debolezze messe in evidenza da incrostazioni decennali. Non bisogna sorprendersi, dunque, se in questi mesi il corrispondente in Italia del Frankfurter Allgemeine Zeitung, Tobias Piller, ha parlato della Sicilia come una Grecia di dimensioni più piccole. La classe dirigente dell’isola, negli ultimi trent’anni, ha mostrato incapacità nell’attuare riforme e il risultato è stata un’emigrazione di massa di giovani verso il nord e l’Europa in generale.

«È possibile che questi comuni hanno speso male i loro soldi?» – Già, Taormina, in piccolo, rispecchia questa situazione. È di questo avviso anche il direttore regionale di Confcommercio e direttore dell’Ente Bilaterale del Turismo, Totò Scalisi. «È un paradosso, un’assurdità che nella regione simbolo del turismo le località di Taormina e Cefalù debbano dichiarare il dissesto economico e finanziario. Si tratta di un avvenimento che merita un’ampia riflessione. È possibile che questi comuni hanno speso male i loro soldi? Stiamo parlando di realtà che dovrebbero stare molto bene per gli introiti che incassano. Ma se questo non accade, occorre capire e approfondire come sono stati gestiti i soldi». Per il direttore Scalisi le colpe sono degli amministratori che si sono succeduti in questi ultimi 15 anni circa: «Sono loro che non hanno saputo portare a sistema le ragioni di questo valore aggiunto che possiedono». Questo potrebbe essere un argomento presente nella relazione della Corte dei Conti.

«Queste situazioni sono la conseguenza degli ultimi 15 anni di amministrazione» – C’è una responsabilità retroattiva per la situazione attuale? Oppure si devono circoscrivere le colpe all’attuale amministrazione comunale? Domande a cui risponderà la tanto attesa relazione della Corte dei Conti di Palermo. Intanto, dal punto di vista del direttore della Confcommercio e dell’Ente Bilaterale del Turismo, Totò Scalisi, «il responso della Corte dei Conti non riguarda soltanto Eligio Giardina a Taormina o Rosario Lapunzina a Cefalù, anche se entrambi non prescindono dalle loro responsabilità. Queste situazioni sono la conseguenza degli ultimi 15 anni di amministrazione». Il problema è strutturale e Scalisi sottolinea che sono mancati progetti a lungo termine, che per località a vocazione turistica sono fondamentali: «Non ci sono progetti e gli esempi, dai parcheggi alla viabilità, passando per le manifestazioni, l’intrattenimento e la gestione del verde pubblico e dell’arredo urbano sono numerosi».

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