Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina

Il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni, torna sulle sue dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri a BlogTaormina. Il presidente ha voluto fare alcune precisazioni sull’argomento al centro del dibattito locale: la bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio finanziario presentato dal comune. «La mia frase “faremo di tutto per scongiurare un grave danno per l’Ente”, si riferisce al dopo dispositivo della corte dei conti. Secondo il mio parere, se la Corte dei Conti ci darà la possibilità di rimodulare il piano di riequilibrio, la politica tutta (maggioranza e minoranza) dovrà fare l’impossibile per trovare le soluzioni migliori per l’ente e per non appesantire ulteriormente i cittadini. Nel caso in cui la Corte dei Conti ci imporrà di dichiarare il dissesto, sempre tutti insieme, unitamente ai commissari che saranno inviati, dovremo vigilare per evitare maggiori pesi alla città e ai cittadini».

Inoltre il presidente D’Aveni si è soffermato su alcuni commenti alle sue dichiarazioni: «Voglio fare un commento ai commentatori facendo un esempio calcistico. Alcuni non hanno mai giocato personalmente la partita e parlano per sentito dire, per ciò che gli viene raccontato, o per quello che leggono sulla stampa, dicendo: “la politica e’ sporca, se ne devono andare, vergogna e tante altre simpatiche affermazioni”. A loro voglio dire che non è così. Esiste a Taormina la politica pulita, che si impegna e che non ha nulla da vergognarsi. Aggiungo inoltre (ritornando all’esempio calcistico), che una cosa è guardare la partita in tv, dove tutti diventiamo grandi allenatori e calciatori, altra cosa è giocarla, con le paure, con l’esigenza di prendere rapidamente delle decisioni, con scadenze da dover rispettare e con tante altre difficoltà giornaliere. Poi ci sono altri commentatori, che la partita l’hanno giocata da titolari, in campo, contribuendo anche loro alla sconfitta della squadra. Ora sono svincolati, senza contratto, e guardano la partita dalla tribuna. Questo perché non erano dei Maradona (come millantano), ma dei mediocri giocatori, dei brocchi, che hanno avuto la fortuna in questi anni di avere la fiducia degli allenatori che si sono alternati nella direzione della squadra. Adesso, come spesso accade ai giocatori a fine carriera o mediocri , fanno i commentatori».

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