Lettere al direttore

Caro Presidente D’Aveni,
conosciamo bene la sua sensibilità, il suo equilibrio, la sua capacità imprenditoriale, la sua passione e l’impegno che mette nelle attività politica che affronta ogni giorno con enormi difficoltà. Farebbe, forse meglio, a non ascoltare i vecchi politici tuttologi di professione! Purtroppo, nostro malgrado, pur non essendo nel nostro stile, siamo costretti a puntualizzare su alcune sue accorate affermazioni che non sono e non possono essere da noi condivise.

Se la frase usata “ vergogna “ riferita ai consiglieri comunali che hanno votato questa ennesima “ mazzata “ a danno della nostra economia lo ha offeso personalmente, Le chiediamo scusa ! Peraltro, caro Presidente, ci preme ricordarle che a seguito di un incontro, prima che si predisponesse la delibera di marzo 2015, le avevamo fatto leggere – in forma riservata – la bozza del ricorso che avremmo presentato alla Corte dei Conti, nella ipotesi in cui il Consiglio Comunale avesse votato l’aumento già allora esorbitante della Tassa di Soggiorno. In quella occasione Le abbiamo chiesto anche di farsi parte diligente, nella sua qualità, affinché il tutto si potesse evitasse. In particolar modo, avrebbe dovuto seriamente   attenzionare la voragine delle spese superflue (consulenze varie, spese legali, esperti a vario titolo comunali che partecipate ) e quelle spese eventualmente rinviabili.

Lo stesso documento da lei preso in visione, è stato consegnato al Sindaco Giardina e all’Assessore Cilona. Adesso, non avete alcun motivo di offendervi. Avreste dovuto convocare le parti, definire un percorso condiviso e dopo, eventualmente, adottare tutti i provvedimenti del caso. Invece no, c’è stato il danno e la beffa. Presidente, abbiamo tanta stima e affetto per te e per quello che fai con abnegazione per questa nostra Città, afflitta da molteplici problemi. Però, sentiamo il dovere informarla che:

  1. poiché il bilancio comunale riporta somme che necessitano di essere ulteriormente verificate, l’imposta di soggiorno non può e non deve essere utilizzata, ancora una volta, per sanare i buchi dell’asfittico deficitario bilancio;
  2. per quanto concerne l’ IMU la Corte Costituzionale e il CGA – nelle regioni a statuto speciale – l’ hanno dichiarata illegittima. Ragione per cui, i comuni dovranno provvedere al rimborso delle ingenti somme versate.
  3. Infine, i comuni in condizioni di dissesto finanziario devono attenersi al Decreto 24 Luglio 2014 del Ministero dell’ interno che dispone il rapporto medio dipendenti-popolazione (1/156) che nel caso del Comune di Taormina non possono superare i 66 dipendenti.
  4. Per i creditori può essere definito un concordato preventivo nella misura media del 60%.
  5. Le misure adottate sono pannicelli caldi che non risolvono alcun problema serio, semmai lo rinviano! Il default comporterebbe un azzeramento dei debiti residui senza pagare interessi e spese. Mentre il personale in esubero andrebbe in mobilità.

In questa malaugurata ipotesi di default, sarebbe sicuramente un danno di immagine per Taormina, tutti i consiglieri comunali decadrebbero e non potrebbero più ricoprire cariche pubbliche!

Sebastiano De Luca e Italo Mennella

© Riproduzione Riservata

Commenti