Lettere al direttore

Caro direttore,
Giardini ancora una volta in ginocchio. Impotenti, con la netta sensazione di essere soli  e indifesi di fronte ad eventi annunciati con frequenti ed intense piogge che diventano alluvioni. E’ la prevenzione l’unica via di scampo, con progetti che possono garantire la sicurezza e la salute delle persone. Non possiamo e non vogliamo più ascoltare chi ripete da tanti anni e ancora oggi che tutto è stato ereditato (quindi rassegniamoci ad una condanna a morte inappellabile?) da anni di scempi, di abusivismo, di illeciti edilizi. Purtroppo conosciamo la storia di Giardini e sappiamo anche chi ha taciuto e condiviso. Inascoltate da anni le nostre grida d’allarme perché in tempi utili venissero messi in campo e programmati interventi mirati a contenere la violenza dei torrenti che frequentemente ci colpisce.  Le mancate risposte degli Enti preposti a dare possibili soluzioni, l’assenza dei politici impegnati solo alla ricerca di consensi, hanno permesso negli anni che il nostro paese sia un paese lacerato e rassegnato.

Giardini è un paese di grandi contraddizioni, ricco di storia, di tradizioni, di bravi imprenditori, di laboriosi lavoratori, di giovani pieni di speranza e di talento, che ben presto disillusi e mortificati da una cattiva politica, sono costretti o a  combattere quotidianamente o accettare compromessi o a cercare altrove il proprio futuro. Noi sappiamo con estrema chiarezza, dopo numerosi e inutili tentativi di proposte e di collaborazione, di dover contare solo sulle nostre forze continuando a credere nella giustizia e nella legalità. Ci siamo rialzati ancora una volta, il buonismo mediatico di alcuni non ci interessa, vogliamo essere tutelati e difesi,  denunceremo se saranno accertate responsabilità, e poco conta che oggi chi alza lo sguardo e la schiena venga considerato ostile al confronto ed emarginato. La nostra sicurezza, le nostre vite, le nostre attività, il futuro dei nostri figli non vogliamo più affidarli all’incapacità e alla negligenza di chi pensa che passato il momento di emergenza tutto ritornerà alla normalità di un colpevole e omertoso silenzio. Chi scrive abita nel quartiere di San Giovanni, ancora una volta pesantemente colpito e che vive nella paura e sente ancora la puzza del fango,  ma che non ha mai rinunciato a lottare perché Giardini diventi un paese normale. Il Comitato di Emergenza San Giovanni, insieme a quanti vorranno partecipare, intende intraprendere qualunque iniziativa legittima che possa garantire la messa in sicurezza e la tutela del territorio. Vigileremo sull’attività dell’amministrazione in attesa di immediati provvedimenti ed efficaci risposte.

Lilly Labonia
Comitato d’Emergenza San Giovanni

© Riproduzione Riservata

Commenti