Torrenti messi a dura prova dalla bomba d’acqua – Taormina, Giardini Naxos, Castelmola e il problema dei torrenti. San Giovanni, Santa Venera e Sirina sono stati messi a dura prova durante la bomba d’acqua che giorno 9 settembre si è abbattuta sulla riviera jonica. I danni più consistenti si sono verificati lungo il letto del torrente san Giovanni e alla foce del torrente Sirina, mentre il torrente santa Venera ha retto bene anche per l’opera di ripulitura realizzata dall’assessore all’Urbanistica di Taormina, Gaetano Carella. È ormai certo che i tre sindaci del comprensorio chiederanno lo stato di calamità naturale. Il primo cittadino di Castelmola, Orlando Russo, ha detto che i danni nelle zone limitrofe del suo comune ammontano a 100 mila euro e senza lo stato di calamità sarebbe impossibile mettere in sicurezza il territorio. Lo stesso vale per Taormina, dove giorno dopo giorno stanno emergendo problemi come quelli legati alla fognatura a Capo Taormina e i gravi danni nella frazione di Mazzarò dove si trova la funivia. Gli operai, a tal proposito, sono impegnati nella delicata opera di rimozione del fango.

Un’iniziativa dell’onorevole Currenti in sintonia con il sindaco Lo Turco – La situazione è grave. Lo stato di calamità naturale verrà chiesto, ma i tempi burocratici, come insegnano i recenti fatti d’attualità, sono lunghi e quindi l’onorevole regionale Pippo Currenti pensa a una soluzione più rapida, immediata, almeno per quanto riguarda i torrenti san Giovanni, santa Venera e Sirina. «Occorre intervenire immediatamente per quanto riguarda i tre torrenti di Giardini Naxos, Taormina e Castelmola, ha detto l’onorevole Currenti. Ancora una volta siamo stati fortunati, perché poteva succedere una vera e propria tragedia. Per questo motivo, dietro mia iniziativa e in accordo con il sindaco di Giardini Naxos Nello Lo Turco, abbiamo deciso di convocare per il torrente Santa Venera il sindaco di Castelmola, insieme al Genio civile e alla Protezione civile e per quanto riguarda il torrente Sirina il sindaco di Taormina per risolvere nell’immediato i problemi della zona».

Pippo Currenti: «Con la conferenza di servizi andremo a risolvere in due o tre mesi il problema» – L’idea dell’onorevole Currenti è convocare una conferenza di servizi: «Ci sono delle risorse che possiamo utilizzare e spero di incontrare, nei prossimi due giorni, i diretti interessati e dare incarico ai tecnici dei tre comuni per espletare e portare a compimento il progetto e farlo rientrare nei finanziamenti regionali e ministeriali». Questa azione dell’onorevole Currenti, però, non escluderà la richiesta dello stato di calamità naturale da parte dei comuni. A confermarlo è stato lo stesso politico di “Sicilia Democratica”: «Lo stato di calamità naturale verrà chiesto e riguarda anche il privato. È un iter lungo, come ci insegna la storia, mentre con la conferenza di servizi andremo a risolvere in due o tre mesi il problema».

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