La composizione fotografica del gruppo Facebook
La composizione fotografica del gruppo Facebook "Taormina a ruota libera" divenuta virale, che denuncia lo stato di sporcizia della città di Taormina

L’imbarazzo delle guide turistiche – Le guide turistiche non ci stanno e protestano. In questa stagione estiva hanno accompagnato centinaia e centinaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo nella Perla dello Jonio e spesso hanno provato un certo imbarazzo di fronte a qualche mancanza che caratterizza la città. Un problema che le guide turistiche tendono a mettere spesso in evidenza è quello dei bagni pubblici, che sono carenti e le guide turistiche spesso e volentieri si imbarazzano a dover giustificare di fronte ai propri clienti l’assenza delle toilette. Una questione, quella dei bagni pubblici, che il 26 agosto era stata sollevata anche da Italo Mennella, presidente dell’Associazione albergatori di Taormina. L’ex assessore si era espresso con dichiarazioni decise sull’argomento: «È una vergogna che in una città turistica come Taormina non ci siano bagni pubblici».

La foto arrivata in redazione – Inoltre il noto albergatore taorminese aveva pensato anche a dei punti strategici in cui attivare i bagni pubblici: «Nel giardino di Palazzo Corvaja, l’altro nella salita di via san Pancrazio, poi ci sono quelli in piazza IX Aprile (in affidamento a un privato) e l’altro vicino la posta». «Un lavoro che costerebbe alle casse comunali circa 40 mila euro», aveva dichiarato Mennella. Soldi non facili da trovare, soprattutto in questo momento delicato per le casse di Palazzo dei Giurati. Però, come si può comprendere dalle recenti dichiarazioni rilasciate dagli albergatori di Taormina, Italo Mennella e Sebastiano De Luca in primis, l’imposta di soggiorno dovrebbe servire proprio a garantire servizi del genere. Sta di fatto che le proteste arrivano, sempre più numerose  anche dalle guide turistiche le quali, oltre alla mancanza di bagni pubblici, pongono l’accento sulla pulizia lungo il Corso Umberto.  La foto inviata in redazione e presente in questo articolo parla molto più di 500 parole.

Quei cesti lungo il Corso Umberto – «Nonostante tutto i turisti vengono in città, continuano a visitarla e quindi ci danno la possibilità di lavorare», afferma la guida turistica M.R.. La polemica, oltre alla sporcizia, è sui cestini scelti e posizionati lungo il Corso Umberto. Contenitori ritenuti troppo piccoli per poter raccogliere tutta l’immondizia che si accumula dopo il passaggio di centinaia di persone. Ma su questo aspetto, molto probabilmente, grava anche la trasformazione del turismo esclusivo in turismo di massa che, anche a Taormina, non può non avere delle evidenti conseguenze.

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