Da sinistra verso destra il sottosegretario del ministero della Salute Vito De Filippo, direttore ANG Giacomo D'arrigo, consigliere comunale (PD) Piero Benigni

Un incontro voluto con forza da Giacomo D’Arrigo – Mattinata di visite all’Ospedale di Taormina. Sai che novità, penseranno in molti, all’interno di una struttura ospedaliera. Però, questa volta, si è trattato di un incontro diverso dal solito. Il nosocomio, infatti, è stato visitato dal sottosegretario del ministero della Salute, Vito De Filippo, che ha voluto conoscere di persona le condizioni dell’Ospedale e vedere da vicino la situazione in cui versa l’edificio. Un incontro, a dir la verità, che ha una regia ben precisa ed è quella del direttore generale dell’Agenzia nazionale giovani, Giacomo D’Arrigo. Il politico originario di Nizza di Sicilia lavorava da qualche settimana a questa visita, per far comprendere da vicino le difficoltà della struttura ospedaliera all’interno del comprensorio di Taormina e della provincia di Catania. Il sottosegretario De Filippo ha ascoltato gli interventi dei vari medici e del sindaco, per comprendere il contesto sanitario della zona. Il primo a  prendere la parola è stato il direttore sanitario dell’Asp di Messina, Domenico Sindoni, che ha ricordato come «l’Ospedale di Taormina è punto di riferimento anche della provincia di Catania, perché con la chiusura del Pronto soccorso di Giarre l’affluenza è aumentata».

Direttore Sindoni: «Nella previsione della pianta organica il progetto è di implementare il Pronto Soccorso, sia per quanto riguarda i medici che gli infermieri» – Il dottor Sindoni, inoltre, ha evidenziato che «dal punto di vista logistico ci sono dei problemi, perché non è possibile costruire l’elipista o aumentare la disponibilità dei parcheggi. Nonostante tutto, però, qui risiedono le eccellenze dell’Asp di Messina». Il direttore sanitario non ha negato le difficoltà del Pronto soccorso e ha affermato che  «nella previsione della pianta organica il progetto è di implementare il Pronto Soccorso, sia per quanto riguarda i medici che gli infermieri». Sindoni, inoltre, ha voluto tranquillizzare tutti dopo l’ipotesi pubblicate sulla stampa di una eventuale chiusura o ridimensionamento dell’emodinamica: «Sull’emodinamica posso garantire che abbiamo concertato con i sindacati e non avverrà nessun taglio. Sulla nefrologia pensiamo di accorparla con medicina. Del resto i fondi dalla regione sono diminuiti e va ricordato che sono stati tagliati 4 milioni di euro».

Sindaco Giardina: «Abbiamo dei poli di eccellenza e dobbiamo mantenere quello che abbiamo ottenuto negli anni» – «All’incontro con il sottosegretario De Filippo è intervenuto anche il primario di rianimazione, dottor Giacomo Filoni, ha elencato tutti i reparti dell’Ospedale di Taormina (ematologia, chirurgia oncologica, chirurgia generale, urologia, ostetricia, servizio di anestesia, rianimazione, laboratorio analisi, oncologia medica, trasfusionale, centro Hub Terapia del dolore ed emodinamica): «In sostanza è un Ospedale che lavora molto bene». Gli ha fatto eco il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, che proprio da questa struttura ospedaliera, qualche mese fa, è stato salvato: «L’Ospedale non può essere depotenziato. Abbiamo dei poli di eccellenza e dobbiamo mantenere quello che abbiamo ottenuto negli anni. In estate, tra i nostri utenti, i turisti e l’utenza catanese, c’è un’eccessiva attesa che spesso sfocia in momenti di tensione. Tutti vengono a Taormina, perché qua trovano qualsiasi servizio. È vero che c’è una diminuzione nella riorganizzazione in oncologia, cardiologia e nefrologia (quest’ultima di grande supporto all’afflusso turistico)». Infine il sindaco di Taormina ha posto l’accento sul Centro Cardiologico Pediatrico Mediterraneo Bambin Gesù, che nelle ultime settimane è al centro di una discussione politica la quale ipotizza la sua chiusura e una possibile riapertura a Palermo.  Qualcosa che, per il primo cittadino Giardina, non ha alcun senso: «Nella Cardiochirurgia pediatrica sono stati investiti milioni di euro. Sarebbe assurdo, considerando che si parla sempre di risparmi, cancellare qualcosa di esistente per spendere altri soldi e realizzarla a Palermo. Vorremmo capire il motivo di un eventuale ripensamento».

Sottosegretario De Filippo: «Le regioni che vogliono lavorare con serietà possono farlo, perché ci sono atti di programmazione, standard delle rete ospedaliera, organizzazione del territorio» – Dopo aver ascoltato tutti questi interventi, il sottosegretario De Filippo ha detto che «rispetto al passato c’è un quadro molto più chiaro, anche se viene utilizzato costantemente il termine “tagli”. C’è un regolamento sugli standard della rete ospedaliera che le regioni stanno recependo in ragione delle differenze delle specificità del territorio nazionale. Anche la regione siciliana sta facendo questo lavoro di riorganizzazione della rete ospedaliera». L’ex presidente della regione Basilicata ha dichiarato che «l’assessore regionale sembra voler attivare un rapporto diretto con il territorio a partire dai sindaci che hanno il polso della situazione in campo sanitario». De Filippo non parla di “tagli”, ma di ridimensionamento degli sprechi in alcuni settori ben precisi: «Non parlerei di tagli. Dal 2014, dopo l’approvazione del patto della salute, abbiamo finalmente le cifre della sanità. Le regioni che vogliono lavorare con serietà possono farlo, perché ci sono atti di programmazione, standard delle rete ospedaliera, organizzazione del territorio. Quest’anno il fondo non cresce come era stato preventivato, perché il governo ha fatto altre scelte. Gli 80 euro stabili, l’Irap per le imprese ed ulteriori tagli».

Ecco i tre settori sui quali si può risparmiare – «Questa non crescita, prosegue De Filippo, non viene tagliata sulla base di un’indicazione o di un provvedimento del governo, ma abbiamo deciso con le regioni come evitare questa crescita del fondo attraverso un’attività che si concentra su costi della sanità che non c’entrano con i servizi, la rete ospedaliera. Faccio qualche esempio: lavanderia, impianti tecnologici, mense. Nel nostro Paese costano in maniera abbastanza diversa, dalla Lombardia alla Sicilia. Dunque serve uniformare questi costi. Gran parte di quella non crescita deve essere garantita dalla rivisitazione di quei contratti, beni e servizi. Risparmiare oltre 1 miliardo su queste cose non è complicato. Altri sprechi riguardano le prescrizioni di prestazioni specialistiche, dove si possono risparmiare 100 milioni di euro in tutta Italia. Se si risparmia il sistema è sostenibile e funziona tutto meglio. Il terzo settore di risparmi riguarda i ricoveri nelle strutture di riabilitazione. Sono ricoveri non appropriati o ricoveri in strutture private di piccolissime dimensioni, che non sono più compatibili per un sistema sanitario competitivo. Abbiamo scelto dei settori su cui risparmiare. Nell’articolazione della rete ospedaliera, anche in Sicilia, devono essere organizzati secondo standard ben precisi».

Sottosegretario De Filippo: «Il Pronto soccorso va sistemato» – Infine il sottosegretario ha voluto vedere di persona i vari reparti e dopo aver visto la situazione in cui si trova il Pronto soccorso, che gli è stato mostrato dal Primario Mauro Passalacqua, ha ammesso che «va sistemato». Difficile, invece, che venga posizionato un punto di vigilanza all’interno della struttura, perché servono fondi economici e numeri che l’Ospedale di Taormina non possiede. Il direttore sanitario dell’Asp di Messina, Domenico Sindoni, ha affermato: «Dal punto di vista del bilancio è complicato. Per averlo, tra l’altro, bisogna superare 50 mila accessi l’anno e nonostante tutto non è detto che ce lo possano dare».

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