Troppi siti Unesco in Italia? – Più di due anni e mezzo. È questo il lasso di tempo rispetto al quale Taormina-Naxos-Valli D’Alcantara e D’Agrò sperano di entrare a far parte del Patrimonio dell’Unesco. Un sogno che continua, anche se l’incontro del 14 luglio aveva fatto intuire un prolungamento delle trattative considerando che Palermo, Monreale e Cefalù sono diventate Patrimonio dell’Unesco. In sostanza il problema è uno: in Italia, e in particolar modo in Sicilia, esistono “troppi” patrimoni dell’Unesco. C’è una vera e propria sproporzione rispetto al resto d’Europa e soprattutto alla zona dell’est del continente dove i siti Unesco, nonostante le numerose bellezze storiche e paesaggistiche, sono davvero pochi. Prima di Palermo, tornando alle vicende della Sicilia, erano entrate a far parte di questa ambita lista Agrigento, Siracusa, Noto, Piazza Armerina, Isole Eolie ed Etna. Taormina, invece, rischia di essere arrivata tardi per ottenere in breve tempo la candidatura, ma non è di questo avviso il professore Domenico Nicoletti, esperto del sindaco Eligio Giardina per la candidatura.

A ottobre confronto con i rappresentati del Ministero dell’Ambiente e con quelli del Ministero dei Beni Culturali – Secondo il docente dell’Università di Salerno, la candidatura di Palermo è diversa da quella che Taormina-Naxos-Valli D’Alcantara e D’Agrò vorrebbero proporre. Ci si trova, in sostanza, su due binari diversi che non dovrebbero darsi fastidio a vicenda: «Palermo ha fatto una candidatura sul centro storico, puntando sui beni materiali della città. Noi, invece, stiamo puntando su una candidatura anche di carattere ambientale, perché riteniamo che le bellezze di Taormina-Naxos si valorizzano con il proprio contesto. Il territorio è la sfida culturale verso le popolazioni. È un nuovo messaggio, a differenza di Palermo che ha avanzato una candidatura classica». Già, ma adesso cosa succederà? La prossima tappa del sogno di Taormina e di una parte consistente del suo comprensorio si svolgerà nel mese di ottobre, quando ci si confronterà con i rappresentati del Ministero dell’Ambiente e con quelli del Ministero dei Beni Culturali.

Valutare insieme il significato della candidatura – «Il Ministero dell’Ambiente, ha dichiarato il professore Nicoletti, vuole valorizzare il patrimonio naturalistico del Parco dell’Alcantara in relazione al contesto di Taormina, Naxos e della Valle D’Agrò. C’è una volontà concreta da parte del Ministero dell’Ambiente di favorire la candidatura. L’altro contesto, invece, riguarda il Ministero dei Beni Culturali che vorrebbe valorizzare il ruolo dei Teatri antichi nel Mediterraneo e quindi Taormina potrebbe giocare da protagonista in questa rete di cultura. Con ciò verrebbe rivalutato il valore dell’essenza del Teatro dal punto di vista sociale ed educativo». Dunque l’appuntamento è per il mese di ottobre al Ministero dell’Ambiente insieme ai rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali per trovare una sintesi tra le idee sponsorizzate dai due dicasteri. «Ho proposto da tempo che questa sintesi venga riassunta nel “paesaggio culturale”, dove paesaggio e cultura stiano insieme». È la cosiddetta via di mezzo tra il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali. «Speriamo che venga accettata la nostra volontà e che i Ministeri propongano la candidatura. Al di là della nostra proposta di sintesi, però, dovremo valutare insieme a loro il significato della candidatura», ha concluso Nicoletti.

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