Dieta Mediterranea
Evento "Dieta Mediterranea" presso la Fondazione Mazzullo - Foto di gruppo

Non solo località storiche e artistiche fanno parte del patrimonio Unesco, ma è anche la Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale dell’Umanità. Un equilibrato e straordinario esempio di contaminazione naturale e culturale. È questa la Dieta Mediterranea e in generale lo stile di vita mediterraneo, come ricordato ieri nell’evento svoltosi al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano con la regia del Club Unesco di Taormina, Valli d’Alcantara e d’Agrò presieduta dal N.H. Giuseppe Tindaro Toscano della Zecca. Ieri sera è stato presentato il libro “Homo dieteticus: viaggio nelle tribù alimentari”, dove l’autore, il professore Marino Niola, ha parlato della Dieta Mediterranea come di un fattore culturale che affonda le radici nella nostra storia. È andato al di là del semplice fattore culinario. Del resto il termine “Dieta” si riferisce all’etimo greco “stile di vita”, ovvero all’insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni del Mediterraneo hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una sintesi tra l’ambiente culturale, l’organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al mangiare.

La Dieta Mediterranea rappresenta un vero e proprio insieme di competenze, conoscenze pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e soprattutto il consumo di cibo. È caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo come nelle zone della Soria in Spagna, Koroni in Grecia, Cilento in Italia e Chefchaouen in Marocco.

Sabato sera si è parlato di questo e tanto altro. Tra le istituzioni presenti c’erano l’assessore al Turismo, Salvo Cilona, e l’assessore alla Pubblica Istruzione Pina Raneri. Ai saluti iniziali ci ha pensato il padrone di casa, ovvero Alfio Auteri, presidente della Fondazione Mazzullo. Tra i presenti anche il professore dell’Università di Salerno, Domenico Nicoletti, che è l’esperto del sindaco Giardina per la candidatura di “Taormina-Naxos-Valli d’Alcantara e d’Agrò” nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Dopo gli interventi sulla Dieta Mediterranea e i suoi legami con la storia e le tradizioni delle nostre terre, il Club Unesco di Taormina, Valli d’Alcantara e d’Agrò ha offerto un buffet, molto apprezzato dagli ospiti che tra una pietanza e l’altra hanno approfittato della bella serata per mangiare all’aperto, nel cortile del Palazzo Duchi di Santo Stefano. L’organizzatrice del buffet, Lucia Esposito, membro del direttivo Club Unesco di Taormina, Valli d’Alcantara e d’Agrò, ha tenuto ha ringraziare ai nostri microfoni «il signor Carmeo Savoca che su un furgoncino “Fiat Cundari” ha trasportato dagli hotel alla Fondazione Mazzullo il cibo messo a disposizione dagli sponsor e quindi un ringraziamento a tutti gli sponsor: Hotel Montetauro, Da Nino, Managò Ceramiche, Taormina Opera Stars, Finy Fichera, Servizi Turistici Giorgio D’Allura, Sorelle Ambra Gioielli, Narcisse Erbe e Profumi, Profumeria Russotti, Sterrantino,  L’Arco rosticceria, Bar Luraleo, Rosso di Vino, El Jabel, Hotel Metropol, La Baronessa Parisi, Chez Angelo, La Gelateria Prestipino, La pasticceria D’Amore, La Botte, Il Baccanale, Paradiso, Tiramisù, S. Domenico, La Tavernetta, Hotel San Pietro, Hotel Villa Angela, Murgo Vini e Spumante, Fontalba acqua, Mocambo, Paradise beach club, e il preside dell’Istituto Salvatore Pugliatti Prof. Luigi Napoli che hanno contribuito al successo dell’evento».

© Riproduzione Riservata

Commenti