Monsignore Carmelo Lupò
Monsignore Carmelo Lupò

Un momento da ricordare – Un anno con Monsignor Carmelo Lupò a Taormina. I fedeli, dopo la messa di ieri sera, hanno preparato una piccola sorpresa al prelato per dimostrare l’affetto e la riconoscenza nei suoi confronti. In particolar modo per il suo impegno e la sua preparazione che sta dando un contributo concreto alla realtà taorminese e non solo. Fuori dal duomo, tra il frastuono dei locali, chi passeggia e i turisti di fine estate che si godono questo scorcio stagionale di Taormina, non si può immaginare che dentro la chiesa, in particolar modo nel cortile all’interno dell’edificio, si stia svolgendo un momento importante per la comunità locale. È una sorta di compleanno. La prima candelina, quella che di solito i genitori tendono a immortalare nelle foto per i propri figli. Ecco, come una grande famiglia la comunità di Taormina ha voluto celebrare questo momento festeggiando Monsignor Lupò.

«Non si festeggia una persona, ma è un momento in cui la comunità, con il suo pastore, segna il passo» – Figuriamoci se lui è disposto a mettersi al centro dell’attenzione. Non è il tipo, così afferma che «non è una festa, non è una commemorazione o una celebrazione. Si tratta, molto semplicemente, della necessità della comunità di trovare un punto di sintesi per capire ciò che è stato e trovare la forza per andare avanti». In sostanza si tratta di un’opportunità per riflettere e capire cosa si vorrà realizzare da qui in avanti. È così che Monsignor Lupò vede questo momento. «Penso sia importante ritrovarsi per dire grazie del cammino fatto e trovare la forza per il cammino da intraprendere. Quando qualcuno festeggia il proprio compleanno, del resto, sa bene che si trova in un punto fermo della sua vita. Automaticamente si nota il cammino percorso, gli errori commessi. Però, nello stesso tempo, si guarda avanti ringraziando il Signore e si programmano gli anni che verranno. La comunità ha bisogno proprio di questo. Non si festeggia una persona, ma è un momento in cui la comunità, con il suo pastore, segna il passo». Allora non resta che augurare a Monsignor Lupò e a tutti noi, buona strada.

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