Conferenza stampa Domus san Pancrazio
Da sinistra a destra: Avv. Salvo Lupica (legale del Comune), Avv. Alfonso Chieffo (Whiteside Business), Mario D'Agostino e Pina Raneri

D’Agostino riconosce l’importanza dei lavori dell’Università di Messina – Questa mattina, presso l’Aula consiliare di Palazzo dei Giurati, si è tenuta la conferenza stampa sulla questione della Domus san Pancrazio. Una decisione assunta dal vicesindaco e assessore alla Cultura, Mario D’Agostino, per cercare di fare chiarezza sulla vicenda alla luce delle recenti novità che hanno messo al centro dell’attenzione la Whiteside Business, la quale tramite una lettera inviata qualche giorno fa dall’avvocato Alfonso Chieffo dichiarava di voler concedere a titolo gratuito la Domus romana al comune di Taormina. Il primo a parlare in Sala è stato il vicesindaco D’Agostino, che ha riassunto brevemente i recenti sviluppi sulla Domus e ha riconosciuto che dopo «i lavori dell’Università di Messina, sono emersi alcuni particolari interessanti». L’esponente della giunta Giardina ha ricordato che ci sono stati «diversi privati ed enti pubblici che hanno manifestato interesse per questa situazione. Ma in seguito sono giunte le rassicurazioni dalla società rappresentata dall’avvocato Chieffo, la quale ha intenzione di effettuare una cessione dell’area, ovvero la Domus romana, alla comunità di Taormina chiedendo una adeguata valorizzazione del sito».

Chieffo: «Il passaggio di proprietà tra la Ata e la Whiteside Business non è altro che una risistemazione interna all’interna della famiglia Magistro» – «È qualcosa di straordinario che non possiamo comprendere nella sua interezza, ha aggiunto D’Agostino. La Domus è stata sempre nei pensieri di questa amministrazione comunale e finalmente quest’area potrà tornare di proprietà del comune di Taormina. Un’area di interesse per studiosi, turisti e cittadini. L’obiettivo, dunque, è stato raggiunto». Toni positivi e destinati a tranquillizzare la cittadinanza taorminese sono stati espressi anche dall’avvocato Alfonso Chieffo, legale rappresentante della Whiteside Business: «Vorrei tranquillizzare la comunità taorminese in ordine a quelle che sono le effettive volontà della Whiteside Business. Premesso che sull’area c’è un progetto approvato per la realizzazione dell’albergo, che prevedeva anche la valorizzazione della Domus romana, devo chiarire che il passaggio di proprietà tra la Ata e la Whiteside Business non è altro che una risistemazione interna all’interna della famiglia Magistro. Non vi è nessun intento di carattere speculativo. Essendo esecutore testamentale del defunto Giacomo Magistro, devo dire che amava Taormina e aveva un rispetto enorme per la città e i taorminesi».

Donazione? No, convenzione (ma non ancora stipulata) – Dopo questo rapido excursus in cui l’avvocato ha voluto ricordare la famiglia Magistro, ha ribadito: «Si provvederà a redigere una convenzione tra le parti e ci sarà una cessione a titolo definitivo dell’area al comune che si impegnerà a valorizzare l’area. Qualsiasi intervento sulla Villa rimarrà di proprietà della Whiteside Business e sarà rispettoso delle volumetrie e delle superfici. Prendo atto del grande interesse per la Villa, ma non capisco per quale motivo solo oggi è nato questo sentimento e non prima quando c’erano addirittura dei senzatetto che alloggiavano nella Villa. A breve ci sarà un incontro tecnico tra me e l’amministrazione comunale per redigere questa bozza di convenzione che ci potrà portare a stipulare un atto di fronte al notaio». Di fronte alla nostra domanda, se la proposta della Whiteside Business è una donazione o una sorta di accordo commerciale, l’avvocato Chieffo ha risposto: «Non ci sono accordi commerciali, ma bisogna trovare una formula tecnico-giuridica che non sia quella della donazione, perchè una società di capitale non può donare. Per questo ho parlato di convenzione e non di donazione». Ma se l’ente non dovesse, per un motivo o per un altro, impegnarsi a valorizzare il sito, il contratto sarebbe nullo? «Questo è un problema dell’ente, non certo nostro. Occorre blindare l’accordo nell’interesse dell’uno e dell’altra parte», ha affermato l’avvocato Chieffo.

«La Whiteside Business è stata creata ad hoc, ha fatto una sola operazione ed è l’acquisto di Villa san Pancrazio» – Un’altra domanda che abbiamo posto all’avvocato è sulla Whiteside Business. Di cosa si occupa? «La Whiteside Business è stata creata ad hoc, ha fatto una sola operazione ed è l’acquisto di Villa san Pancrazio. Ha una sola proprietà, creata da me, per fare questa operazione». Invece, al vicesindaco D’Agostino, è stato chiesto in che modo il comune pensa di valorizzare il sito archeologico: «Immagino un rapporto collaborativo con l’università di Messina. La valorizzazione non può non passare dalla Soprintendenza e questo vuol dire dalla regione siciliana. Adesso che mancano gli adempimenti burocratici [il contratto con la White Side, n.d.r.], noi faremo la nostra parte». Infine, tornando alla proposta della società tedesca Hellac, che voleva mettere in gara il prezzo del diritto di prelazione e dare almeno 400 mila euro all’Università di Messina per finanziare gli interventi di scavo e valorizzazione della Domus, è stato chiesto all’amministrazione comunale cosa non li ha convinti e li ha spinti a scrivere un bando in parte diverso. La risposta è stata data dal vicesindaco D’Agostino: «Abbiamo cercato una partnership privata. È arrivata una proposta seria, ma il fatto è che formulata in quei termini avrebbe aperto dei fronti accessibili dal punto di vista legale. Non abbiamo avuto tutti gli elementi per rispondere positivamente».

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