Mosaico della Domus san Pancrazio
Mosaico della Domus san Pancrazio

Una lettera dallo studio legale Chieffo – La Corte dei Conti ha inviato una lettera al comune di Taormina sul famoso piano di riequilibrio finanziario. A comunicarlo ci ha pensato il presidente del Consiglio comunale di Palazzo dei Giurati, Antonio D’Aveni: «Il 18 settembre 2015 alle ore 12 è stata convocata la sezione della Corte dei Conti della regione siciliana per la pronuncia sull’argomento riguardante il piano di riequilibrio finanziario». Dopo aver informato l’Aula sul decisivo appuntamento per il futuro della città, il vicesindaco Mario D’Agostino si è soffermato sulla vicenda Domus san Pancrazio: «Si può mettere un punto fermo sulla situazione. Dobbiamo tenere presente che l’obiettivo è ambizioso, ovvero restituire nella sua integrità alla città di Taormina un’area rilevante. La strada principale passa da un dialogo serrato con i proprietari. Hanno preso degli impegni, ma non hanno un valore legale. Quindi abbiamo chiesto un passaggio esplicito per concretizzare tutto ciò. A tal proposito ci hanno inviato una lettera dallo studio legale Chieffo».

Eugenio Raneri: «Non capisco a che gioco sta giocando l’amministrazione» – E questo è quello che hanno scritto: «Proporre irrevocabilmente e a titolo gratuito la Domus romana a patto che venga concessa la fruizione gratuita ai proprietari dell’immobile». Il vicesindaco e assessore alla Cultura, Mario D’Agostino, ha precisato: «Vuol dire che l’impegno preso della città è dare questa area a Taormina, vincolandola a una sua valorizzazione nel tempo. Questo risultato dovrà essere confermato con una serie di atti formali, ma sta di fatto che consentirebbe a questa città di chiudere positivamente una questione che ci ha tenuto col fiato sospeso per diverse settimane. Venerdì 11 settembre l’avvocato Chieffo verrà in Consiglio comunale per impegnarsi di fronte alla città». Il consigliere d’opposizione Eugenio Raneri, dopo aver letto le carte della vicenda, si è detto perplesso dalle mosse del vicesindaco: «Non capisco a che gioco sta giocando l’amministrazione. Per legge ci sono funzioni che appartengono al Consiglio comunale e altre alla giunta. Il percorso dell’amministrazione sembra accettare la proposta dei proprietari e quindi chiederei al vicesindaco la valutazione sul parere tecnico-scientifico del professore Campagna. Voi non vi rendete conto delle opportunità che ci sono là. Se non c’è niente sotto, perché non rendere tutto trasparente?».

Nino Moschella: «Il rischio è creare un nuovo caso Minerva» – Il consigliere Carmelo Valentino, invece, pone seri dubbi sul parere tecnico-scientifico del professore Campagna e sottolinea che l’area è stata soltanto “pulita” dall’Università di Messina: «La proposta dell’avvocato Chieffo è interessante». Il consigliere del Partito Democratico, Piero Benigni, afferma che «la proposta della proprietà potrebbe essere dibattuta, ma non capisco le reali intenzioni della proprietà. È ovvio che se chiedessimo al professore Campagna di approfondire la vicenda, lo farebbe. In quell’area si potrebbe creare un Museo così importante che potrebbe dare un input diverso al nostro patrimonio. Se l’amministrazione comunale ha deciso di intraprendere una nuova strada, lo dica con chiarezza». Il consigliere comunale Nino Moschella ha ricordato che «l’assalto alla Domus san Pancrazio è iniziato, di nuovo, cinque o sei anni fa. Ricordo al collega Valentino che la relazione del professore Campagna è importante e l’archeologia è una scienza precisa. Quella sarebbe una nuova Piazza Armerina. Se vogliono regalare la zona va bene, ma dobbiamo stare attenti. Chi dà questo chiede un cambio di destinazione d’uso. Perché? Il rischio è creare un nuovo caso Minerva».

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