Risalente alla Magna Grecia, scoperta dall’America, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, la dieta mediterranea è più di un regime alimentare: in essa trovano espressione antiche tradizioni culturali e una lunga storia di convivialità. Se è il bestseller di Ancel Keys «How to eat well and stay well. The Mediterranean way» del 1975 a dare dignità scientifica e fama alla dieta mediterranea, è vero che essa preesisteva, come ricco sedimento di usanze e territorio, di divieti religiosi ed etici, di costumi antropologici. E’ a Pollica, ridente cittadina del Cilento, che è stata attribuita dall’Unesco la sede di Comunità emblematica Italiana della Dieta Mediterranea, perché in località Pioppi visse e morì il dottor Keys;  ma contemporaneamente a lui nel dopoguerra altri scienziati stranieri conducevano studi e sperimentazioni.

Il medico Hauser, noto dietologo del tempo, sostenitore della talassoterapia e della dieta mediterranea, con il sole di Sicilia, aveva creato, nell’incantevole scenario della Baia di Taormina, uno “wellness club” ante litteram ed un salotto culturale internazionale, attirando attorno a sé scrittori del calibro di Truman Capote, di Tennessee Williams ed acquerellisti come il valente Peyrefitte, nonché dive ed attrici come Greta Garbo. Su questo parallelismo si fonda l’incontro di giorno 10 e 11 settembre tra il Comune di Taormina e quello di Ascea Elea Velia e dei rispettivi Clubs Unesco, proseguendo e ricambiando lo scambio/gemellaggio già intrapreso l’anno scorso a Pestum in occasione della Borsa Internazionale del Turismo Archeologico. A dare la giusta connotazione scientifica alla serata saranno la professoressa Elisabetta Moro, insegnante di Antropologia culturale e Tradizioni alimentari nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel Master in Comunicazione multimediale dell’enogastronomia del Gambero Rosso (tra le sue pubblicazioni: «L’enigma delle sirene. Due corpi, un nome» (L’Ancora del Mediterraneo, 2009) e «La santa e la sirena. Sul mito di fondazione di Napoli» (Imagaenaria, 2007) che presenterà il suo libro La dieta mediterranea: mito e storia di uno stile di vita; e il professore Marino Niola insegna Antropologia dei simboli e Miti e riti della gastronomia contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. La due giorni si svolgerà  giovedì 10 a Villa Sabato già Hauser di Letojanni e venerdì 11 al Palazzo Duchi di Santo Stefano di Taormina. A partire da giorno 6 settembre a villa Sabato/Hauser sarà approntata la mostra “La dieta mediterranea, nell’arte, nella poesia e nella tradizioni enogastronomiche”. L’evento sarà coordinato dalla dottoressa Maria Teresa Prestigiacomo, critico d’arte e socia del Club Taormina Valli d’Alcantara e d’Agrò per l’Unesco.

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