Fratelli Maristi

L’umanità davanti all’economia. La missione coraggiosa dei Maristi – Giorni movimentati all’Istituto dei Fratelli Maristi di Taormina. Gli scatoloni sono accatastati lungo i corridoi e fratel Antonio e fratel Claudio sono alle prese con il trasloco che li porterà, rispettivamente, a Roma e a Milano. Dopo le strette di mano, gli abbracci, i sorrisi e gli occhi lucidi durante la celebrazione eucaristica svoltasi nel Duomo della città alla presenza dell’arcivescovo Calogero La Piana, la comunità locale ha salutato la congregazione che per venti anni ha formato una parte rilevante dei giovani taorminesi e del comprensorio in generale. Tra alti e bassi si è andato avanti, perché l’umanità dei Maristi ha sempre messo in primo piano la formazione spirituale e culturale di fronte all’aspetto economico. Questa, nell’epoca dell’ipercapitalismo, è già una missione. Un compito quasi impossibile da svolgere fino in fondo, considerando i sempre più precari equilibri finanziari che caratterizzano il mondo occidentale.

La forza pedagogica dei fratelli Maristi – Forse i fratelli Maristi avrebbero voluto dire qualche parola durante la celebrazione eucaristica, visto che era stata organizzata anche per salutare loro. Però non è stato così. Poco importa, perché i Maristi sono riusciti a trasmettere alla popolazione taorminese i loro valori giorno dopo giorno, tra attività estive e impegno costante durante tutto l’arco dell’anno. La loro pedagogia, la loro formazione non aveva bisogno di un microfono in Chiesa. È rimasta dentro i loro alunni, i bambini del Follest e molto probabilmente li accompagnerà per buona parte della loro vita. Per comprendere la forza pedagogica dei Maristi, si può leggere la lettera scritta in vista della conclusione dell’anno scolastico 2015 e rivolta agli alunni del terzo liceo. Da quelle parole si comprende la volontà dei Maristi di tramandare i propri insegnamenti ai loro ragazzi, che da ora in poi avranno la responsabilità di far vivere tramite azioni e gesti ciò che hanno appreso in questi anni.

«Il seme marista che lasciamo, germoglierà secondo le stagioni e secondo i terreni» – È questo il testamento più prezioso dei Maristi di Taormina alla comunità. «Ora è giunto il momento di consegnare tutto, e idealmente tutto consegneremo a voi: la vostra storia con noi e la storia di tutti gli altri gruppi che vi hanno preceduto e che hanno condiviso quel messaggio tanto attuale oggi, formare onesti cittadini e buoni cristiani nel rispetto totale della personalità, sapendo bene che un onesto cittadino è già un buon cristiano». Parole scritte il 6 giugno 2015, che mostrano l’importanza che i Maristi avevano per Taormina e la sua crescita, in particolar modo in questi anni complicati sotto tutti i punti di vista. «Adesso a voi spetta il compito di custodire e rimettere in circolazione, in tempi e momenti opportuni, l’eredità che con cuore vi lasciamo: guardando oltre, spargete il profumo delle violette coltivate nel prato taorminese di Marcellino Champagnat». La forza del messaggio marista è sin troppo evidente. In questa lettera i fratelli Maristi hanno posto ulteriori semi per il futuro e hanno lanciato il loro ultimo messaggio d’amore a questa città: «Il seme marista che lasciamo, germoglierà secondo le stagioni e secondo i terreni». A noi, quindi, non ci resta altro da fare che aspettare una nuova primavera anche se, a quanto pare, l’inverno non vuole andare via.

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