Una produzione artigianale tra 1600 e 1900 – Nel pomeriggio di ieri è stato inaugurato il Museo siciliano di Arti e Tradizioni Popolari. Tra le autorità cittadine presenti c’erano il vicesindaco e assessore alla Cultura Mario D’Agostino e l’assessore all’Istruzione e Verde pubblico Pina Raneri. Dopo mesi di lavori e allestimenti, ecco che è nato il secondo Museo della città di Taormina. Una buona notizia per la Perla dello Jonio, che dopo Casa Cuseni raggiunge, dal punto di vista culturale, un altro risultato importante. L’esposizione permanente raccoglie 430 opere, tutte catalogate, che forniscono al visitatore una visione completa della produzione artigianale siciliana tra il 1600 ed il 1900. Al suo interno sono presenti reperti della cultura figurativa e dell’artigianato artistico dei siciliani. Il Museo raccoglie opere per la maggior parte provenienti dalla collezione dell’antiquario Giovanni Panarello, ma anche da alcuni collezionisti privati. Le opere museali sono suddivise in 14 sezioni per area tematica.

«Orgogliosi di aver dato vita a ciò che è nostro ed era stato dimenticato» – All’interno della stupenda cornice dell’ex Chiesa di san Francesco di Paola, risalente alla fine del XIV secolo, i turisti e i viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo possono ammirare uno dei musei etno-antropologici della provincia di Messina e dell’intera Sicilia. L’assessore alla Cultura, Mario D’Agostino, non ha nascosto il proprio entusiasmo per questo risultato raggiunto, «orgogliosi di aver dato vita a ciò che è nostro ed era stato dimenticato», ma nello stesso tempo ha ringraziato tutti quelli che si sono impegnati negli ultimi mesi per la nascita del secondo museo cittadino: «Se si è potuto aprire questo Museo, dobbiamo dire “grazie” a una serie di forze che hanno voluto collaborare. Ognuno ha dato il proprio contributo per creare una realtà che fino a ieri era stata quasi dimenticata». In effetti è uno dei grandi paradossi di Taormina, considerando la sua storia, l’arte e la cultura che la caratterizzano, non essere dotata di siti museali.

«Con un ticket unico il turista potrà visitare tutte le strutture che desidera» – Una mancanza verso la quale, nell’ultimo anno, si è iniziato a porre rimedio con l’istituzionalizzazione del Museo di Casa Cuseni e con, appunto, il Museo di Arti e Tradizioni Popolari. Ma l’assessore D’Agostino non si accontenta e guarda avanti. Pensa alla nascita di un circuito museale visitabile tramite un unico ticket. Quello che avviene nelle principali città d’arte d’Europa, dovrebbe diventare la normalità anche a Taormina. Un esempio? L’affascinante quartiere ebraico della città di Praga, Josefov, dove per visitare il Vecchio cimitero e le varie Sinagoghe si può pagare un unico biglietto che garantisce la fruizione della zona. Ecco, l’idea del vicesindaco è la stessa: «Tutto ciò non è un punto d’arrivo, ma è l’inizio di un progetto più grande che dovrebbe coinvolgere diversi musei a Taormina. Insieme alla realtà museale che si aprirà come la Badia Vecchia, la Fondazione Mazzullo, la Villa comunale e Casa Cuseni, possiamo immaginare un circuito per cui con un ticket unico il turista potrà visitare tutte le strutture che desidera».

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