Piero di Cosimo Costruzione di un edificio, 1515-1520 circa, olio su tavola, Sarasota, Ringling Museum of Art
Piero di Cosimo Costruzione di un edificio, 1515-1520 circa, olio su tavola, Sarasota, Ringling Museum of Art

Di recente è nata una nuova Associazione culturale, Magistri Maragmae, con l’ambizione forse eccessiva – questo lo dirà il tempo – di trasformare Monreale in quel centro di eccellenza, per le arti, che il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana è ad Erice per le scienze.

Il primo passo è previsto per il 14 settembre 2015, quando aprirà i battenti la Monreale School of Arts & Crafts, una Scuola di Arti e Mestieri in continuità ideale con lo sforzo tentato tra Ottocento e Novecento di donare nuova dignità all’artigianato in un mondo che cambiava radicalmente abitudini a causa della rivoluzione industriale.

Qualcuno potrà stupirsi per il nome anglo-sassone, quasi fosse una piaggeria esterofila. Al contrario, la scelta linguistica della neonata Associazione Magistri Maragmae (la cui denominazione fa riferimento al latino medievale) è un appello ai giovani di Sicilia e a quelli di tutto il mondo a riscoprire il valore di quella creatività che ha fatto grande l’Occidente in passato e che, in un futuro non troppo lontano, può essere la base di una nuova civiltà della bellezza. Si tratta di investire sulle doti dei ragazzi, facendo in modo che un rapporto ottimale tra mente, occhi e mani li renda capaci di entrare a testa alta nel mercato occupazionale.

«Nel contesto storico attuale dell’Italia i soci ritengono vitale, per un nuovo rinascimento culturale ed economico, far riscoprire agli studenti di ogni ordine e grado la vera natura dell’arte, dell’architettura, dell’artigianato, superando i luoghi comuni imperanti con un approfondimento sapienziale che dia ragione della diversità e dell’armonia dei vari metodi scientifici e favorisca una unità del sapere a servizio della dignità umana e della ricchezza delle relazioni professionali e sociali» (art. 1 dello Statuto).

La Scuola è già dotata di un laboratorio di oreficeria e di uno di argenteria, da venti posti ciascuno. Nel Meridione questa struttura costituisce oggi una realtà unica nel Meridione, se si fa eccezione per Marcianise, in provincia di Caserta, dove opera la scuola de Il Tarì, il polo orafo più grande d’Europa. Le attrezzature sono state messe a disposizione dall’Associazione Arces, che le aveva installate in altra sede nel 1995 per i corsi della propria Scuola Orafa e le ha cedute adesso alla nuova Associazione, a seguito di un cambiamento di strategie nell’ambito della formazione professionale. La Scuola si doterà man mano di laboratori per scultura, pittura, edilizia tradizionale, tessuti, ceroplastica, mosaico ed altro. Nel laboratorio di informatica verranno anche trasmessi i rudimenti del CAD e del CAM, coniugando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie con i metodi di lavorazione tradizionali. I docenti sono magistri, maestri artigiani di provata esperienza nel proprio settore.

La sede della Scuola è il Complesso Monumentale di S. Gaetano, all’ingresso di Monreale, messo a disposizione dalla parrocchia del Duomo. La recente iscrizione di quest’ultimo nella World Heritage List dell’Unesco rende ancora più urgente la nascita di istituzioni educative in cui venga trasmessa ai giovani la conoscenza delle ragioni e dei metodi che hanno consentito la produzione di tanta bellezza. Non possiamo guardare all’arte del passato con occhi nostalgici, come se l’uomo di oggi – che indubbiamente soffre di molte contraddizioni – non fosse più in grado di ricominciare a creare stupore e rendere migliori le nostre città, le nostre chiese e le nostre case.

La Conca d’Oro vista dal terrazzo della Monreale School of Arts & Crafts
La Conca d’Oro vista dal terrazzo della Monreale School of Arts & Crafts

Monreale consente di lavorare a questi obiettivi facendo leva sulle proprie “eccellenze”. Non solo il Duomo ed il chiostro del monastero benedettino, ma anche la Biblioteca diocesana e il Museo diocesano. Quest’ultimo è diretto dalla prof.ssa Maria Concetta Di Natale, fondatrice dell’Osservatorio delle Arti Decorative in Italia, una prestigiosa istituzione che pubblica una rivista internazionale due volte all’anno.

La prof.ssa Di Natale sostiene che la Sicilia non ha avuto molti grandi artisti. Ha avuto invece, nei millenni, una miriade di grandi artigiani, con capacità assolutamente straordinarie. È arrivato il momento di andare coraggiosamente controcorrente: contro l’insensibilità e l’incapacità strategica dei politici, contro i luoghi comuni e le paure dei genitori, contro la sindrome del posto fisso nei giovani, contro la pubblicità che vorrebbe un mondo IKEA, contro l’abbrutimento di un popolo che è stato culla di civiltà. L’artigianato alto, con forme e mentalità rinnovate, può garantire un futuro migliore alla Sicilia e all’Italia.

Ma queste sono parole. Chiunque voglia verificare se corrispondono a verità è invitato a partecipare all’incontro del 14 settembre nel Complesso Monumentale di S. Gaetano, dalle 18:00 alle 21:00.

Invito M3

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