Lettere al direttore

Gentile Direttore,
le invio questa lettera che vuol essere prima di tutto, una riflessione da parte di una cittadina, che ha anche il ruolo e la responsabilità di coordinatore del circolo Pd Taormina.
La riflessione e le considerazioni che seguono, sono scaturite a seguito di differenti eventi, verificatisi durante il pomeriggio e la serata di ieri. Anzitutto, il piacevole incontro tenutosi nella suggestiva cornice di Casa Cuseni, luogo dalle forti valenze simboliche legate alla bellezza, all’arte; luogo in cui ci siamo incontrati per l’ascolto della parola che ha valenze estetiche ed etiche e dove non vi è confusione lessicale. La lettura del “Dante” di Ezra Pound, che ha inaugurato il Festival Naxos Legge in quell’incanto che è casa Cuseni, vestale della Bellezza del paesaggio e della parola virtuosa, ha generato in me, l’impulso di restare lì, non andare più via perché ero consapevole del consueto Kaos, sovrano da lunghissimo tempo in quell’altro luogo, Palazzo dei Giurati. Lì dove ciò che è “ordinario” diviene “straordinario”. Su questi termini, desidero condurre la mia riflessione condividendola con lei ed i lettori. Tutto ciò che dovrebbe essere prassi quotidiana nella gestione della cosa pubblica, e quindi rientrante nel campo semantico dell’ordinario, da noi transita inevitabilmente in quello dello straordinario. Nel periodo a cavallo tra il mese di agosto e quello dei primi giorni di settembre, ad esempio, ho notato che vi è una ripresa dell’attività di scerbatura, potatura, sistemazione del verde, che sta interessando strade principali e sentieri. Bene, ottimo, me ne compiaccio! Se la città si mostra ordinata, pulita, rispettosa delle regole del decoro urbano, fa bene a tutti, cittadini e ospiti. Ma i lanci di agenzie, su strade che vengono sistemate, asfaltate, pulite, sui sentieri che vengono ridotati di giusta illuminazione e le aiuole sono sistemate, rientrano nel “campo semantico” dell’ordinaria manutenzione, che tuttavia a Taormina, ha sempre un che di straordinario.

E passiamo al cuore della riflessione. Entriamo a vedere da vicino il motore che tiene in funzione la macchina cittadina. L’amministrazione attiva. Le parole, hanno un peso perché dovrebbero avere un senso, e a Palazzo dei Giurati, è “ordinaria amministrazione” durante le sedute consiliari che le parole non volano in alto ma “volano parole grosse”. E dopo che una è stata rapita dalla Bellezza “straordinaria” di Casa Cuseni, andare nel luogo deputato a custodire quella e altre bellezze, in cui i custodi non hanno ancora compreso che parlare di buona amministrazione, vuol dire comportarsi anzitutto, come un buon padre di famiglia che risparmia, conserva e non distrugge la propria casa e che la tiene pulita ogni giorno; che ha a cuore la salute e il benessere della propria famiglia ed è sempre presente per le emergenze, ebbene, entrare nella sede della casa comunale e rendersi conto per l’ennesima volta, che si preferisce tradurre l’ordinario nello straordinario per non impegnarsi a fondo nel compito che i cittadini hanno assegnato con il voto, essere certi che non sarà l’ultima volta in cui la confusione, e l’ostinazione nel persistere in un atteggiamento nocivo per l’intera comunità, daranno frutti amari e indigesti, mi porta a concludere che bisogna ripartire dalle basi, dall’ “abc” del lessico e della sua sostanza. A Taormina, l’ordinario diviene straordinario perché si è smarrito il senso di ciò che ha vera importanza: la casa, la nostra casa. Prima che tutto vada in malora, ci vuole un’ammissione di responsabilità da parte di tutti, è necessario, ripulirla la casa e a fondo. L’ordinario, lo si lasci all’ordinaria manutenzione e all’ordinaria amministrazione, si faccia spazio alla Bellezza e all’etica; allora sì, che si potrà parlare di straordinario, come evento e rinascenza.

Lisa Bachis

© Riproduzione Riservata

Commenti