Braccio di ferro tra Crocetta e Raciti – La politica regionale riprende a discutere dopo le vacanze estive. Al centro del dibattito ci sono sempre gli stessi argomenti: rimpasto di giunta e possibile nomina di Antonio Fiumefreddo come assessore alle Attività Produttive. Un’ipotesi che sembra non convincere il segretario regionale del Partito Democratico, Fausto Raciti: “Prima bisogna discutere dei modelli, di come si vogliono fare le cose e dopo si discute dei nomi. Ci sederemmo a trattare per discutere sugli obiettivi, per capire quali siano i programmi, partendo dalla necessità di rinegoziare i rapporti tra Stato e Regione Siciliana. Valuteremo anche questa ipotesi. Noi non abbiamo mai posto questioni sui nomi, ma sulle cose da fare”. In sostanza Raciti afferma di voler mettere al centro del dibattito alcuni temi ritenuti fondamentali: la vicenda dei precari, la sfida del Mezzogiorno, semplificazione amministrativa, rifiuti, rilancio delle attività produttive.

Il Megafono insiste per un governo politico – In sostanza si riapre la discussione politica all’interno della maggioranza di governo. La tempesta sembra essersi allontanata dal governatore Crocetta, ma bisognerà capire quali saranno gli ennesimi giochi di forza all’interno della coalizione. Per un governo politico sta spingendo con insistenza il Megafono, il quale fa sapere come “il percorso di rafforzamento politico del governo intrapreso con l’ingresso in giunta degli assessori Giovanni Pistorio e Baldo Gucciardi è da ritenersi assolutamente positivo e si auspica al più presto che tale percorso politico possa coinvolgere in misura maggiore gli altri gruppi facenti parte della maggioranza che sostengono il governo Crocetta”. Un’ipotesi che non sembra entusiasmare il presidente della regione e quindi si prevedono diverse frizioni all’interno della maggioranza. Ma se Atene piange, come si suol dire, Sparta non ride.

Incarichi esterni made M5s a Bagheria? – Tra le fila delle opposizioni, infatti, il Movimento Cinque Stelle deve affrontare la grana Bagheria. L’amministrazione grillina del sindaco Patrizio Cinque è finita nell’occhio del ciclone, dopo le accuse di incarichi esterni che ammonterebbero a 40 mila euro denunciati dal movimento “Noi con Salvini”. In sostanza si tratterebbe di consulenze ad attivisti e parenti di consiglieri e assessori. I tre nomi tirati in ballo dalle opposizioni sono quelli di Vittorio Fiasconaro, Giorgio Castelli e Alessandro Tomasello. Fiasconaro è un militante del movimento, al quale la giunta di Patrizio Cinque ha attribuito incarichi per oltre 26 mila euro. Vincenza Scardina è la cognata dell’assessore grillina Alessandro Tomasello e le è stato dato un incarico fiduciario da 14.173 euro. Infine c’è Giorgio Castelli, padre di Filippo, consigliere comunale dei grillini a Bagheria. Il sindaco lo ha nominato componente del comitato dei garanti. Dal canto suo, invece, il primo cittadino Cinque ha ribattuto sottolineando che queste persone sono “scelte in base al curriculum”.

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