Negrita

Un rock alternativo, pop e blues approda al Teatro Antico di Taormina portando un’onda di calore e di sole. È quello dei Negrita con 9”, il nuovo album prodotto da Fabrizio Barbacci per l’Universal Music Italia, balzato subito al primo posto nella classifica dei dischi più venduti. Il lavoro, masterizzato da Ted Jensen allo “Sterling Sound” di New York, contiene 13 brani che recuperano le radici più rock della band e arriva dopo l’album “Dannato Vivere” e “Déjà Vu”, la raccolta delle migliori hit della band rivisitate in chiave semi-acustica. Oltre ai loro maggiori successi, la rock band eseguirà anche i brani del nuovo album “9” che contiene “Il Gioco”, la canzone in questo periodo più trasmessa dalle radio italiane.

Il brano trasmette proprio il segno del loro essere rock, che è un uragano che strappa le vele, ma è anche un’autostrada con curve di miele. Insomma una tempesta che pur essendo un tuffo in un cerchio pericoloso di fuoco, rimane fondamentalmente una tempesta annunciata, un gioco. Non si tratta di un alleggerimento superficiale, ma di un messaggio caldo e positivo: «la vita è un gioco da eroi», e la musica è lo strumento per alleggerirne con gioia infinita gli aspetti intricati. Fosche tinte ma rischiarate da un raggio di sole, ritratto con colori forti di un rock classico che si calma dentro la ragionevolezza.

Il gruppo toscano riesce sempre a confezionare tracce musicali frizzanti e ricche di energia ed empatia. Le canzoni, senza essere concettualmente o estremamente profonde e intellettualmente ricercate nei testi con la loro apparente semplicità divertono e fanno pensare. Pau, che è il nomignolo di Paolo Bruni, front man, voce, chitarra e basso, proprio con la sua voce, che riesce a nodulare e far vibrare emozioni, dà grande spessore a una sessione ritmica inossidabile e funky, e ai fraseggi di chitarra sempre ricchi e vibranti, con i testi agili, ma dalle metriche alle volte nervose e penetranti. Rimangono senza dubbio uno dei gruppi più attuali e soprattutto vitali ed energetici all’interno del panorama musicale italiano.

Si tratta di una musica che non morde, ma ti mastica, mettendo insieme serenità e paure e fondendole dentro note sincere riscaldate con un po’ di ironia. E sanno anche affrontare tematiche forti, basta leggere il testo di “Il libro in una mano, La bomba nell’altra” per capire quanto sanno essere “alternative”. Gli accordi sono sempre solari e accompagnati da un ritmo caldo. Sembrano regalare la consapevolezza che tutte le storie, anche le più brutte e quelle che finiscono, sono storie d’amore.

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