Mario Biondi
Il cantante catanese Mario Biondi

Il leggendario Burt Bacharach lo ha accompagnato l’ultima volta che ha cantato al Teatro Antico. È un cantante che grazie alla sua voce ormai non ha bisogno di presentazioni particolari. Viene da una famiglia di artisti. Un nonno pittore, una nonna cantante, e anche il padre era un cantautore popolare siciliano. Mario Biondi ha sempre cantato fin da bambino, e, passando per la classica chiesa, dove ha cominciato a far notare le sue doti canore, presto si è esibito in pubblico nelle piazze intorno a Catania.

Si, perché lui è un siciliano purosangue, cosa che agli inizi veniva messa in dubbio da tanti, tratti in inganno dal suo repertorio e dalla sua voce profonda e impostata, naturalmente, con un colore e un fraseggio molto jazz-soul. Ricordava la sua vocalità il timbro di Barry White, Isaac Hayes e Lou Rawls; tutte voci molto “black”, e infatti nonostante sia stato apprezzato da giovane da diversi artisti italiani che lo chiamavano come vocalist, tra cui Califano, Bongusto, Fiorello e il suo conterraneo Gianni Bella, che è stato uno dei suoi maggiori sostenitori, la sua grande voce arrivò al successo prima all’estero.

Chissà che effetto farà sentire ancora “Love is a temple”, l’amore è un tempio, nel teatro Antico che ormai è sempre di più un tempio dello spettacolo. Stavolta si andrà oltre. “Beyond” è, infatti, il titolo dell’ultimo lavoro, che a parte l’assonanza graziosa con il suo nome d’arte, significa “oltre”. per l’appunto. Con questo il “crooner” di Catania, nonostante il successo e le infinite collaborazioni con artisti internazionali, del calibro di Al Jarreau, James Taylor, Omar, Leon Ware e Chaka Khan, per i suoi lavori precedenti, lascia intendere che vuole crescere ancora e andare al di là delle proprie possibilità musicali e vocali.

Con molta probabilità il cantante e compositore etneo cominciava a sentirsi stretto nel suo abito di cantante di musica leggera che predilige toni lenti e sentimentali rivisitando canzoni del passato, e prova a trovare nuove strade espressive musicali, che sembrano tutte alla sua portata vista la grande versatilità della sua voce. Senza rinunciare al suo stile impeccabile e alla sua eleganza ci sembra di aver sentito brani fascinosi, ma più movimentati e ballabili. È nel suo stile amare i duetti e le collaborazioni, e a volte ha invitato ai suoi concerti amici, prima che colleghi o musicisti. Conoscendo il parco delle sue amicizie, non è improbabile che si possano ricevere delle belle sorprese durante la serata in cui presenterà la sua nuova avventura musicale, con questo riuscitissimo viaggio tra funky, soul, dance e reggae; e la calda passionalità della sua coloritura jazz.

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