Fratelli Maristi di Taormina

Il 31 agosto chiude, dal punto di vista amministrativo, l’Istituto dei Maristi – I Maristi andranno via da Taormina. La notizia ormai è nota a tutta la comunità della Perla dello Jonio e del comprensorio in generale. Nella giornata di venerdì 28 agosto si concluderà il Follest, il campus d’agosto che quest’anno ha fatto il record di iscrizioni con 130 bambini, e il 31 agosto, dal punto di vista amministrativo, l’Istituto Comprensivo “S. Maria di Gesù Redentore” concluderà la propria esperienza ventennale. Entrando nelle stanze e negli uffici della struttura, ci si può rendere conto del trasloco in corso. Il Liceo classico e la Scuola media stanno per chiudere e a confermarlo, mentre è alle prese con tutte le faccende del caso, è stato Antonio Sancamillo, preside dell’Istituto paritario e Superiore della Comunità marista a Taormina. Incontrare la massima istituzione locale dei Maristi è l’opportunità per capire i motivi che hanno spinto la congregazione a decidere di andarsene dalla Sicilia. Già, perché Taormina era l’unica città dell’isola che ospitava i Maristi.

Dal crollo delle nascite alla crisi economica. I motivi dell’addio – «Siamo qui dal 1995, dichiara il preside Sancamillo, e dopo un andamento altalenante si è avuto il crollo verticale della presenza degli alunni. I motivi sono svariati: crollo delle nascite, crisi socio-economica, ma soprattutto i Maristi non rimarranno a Taormina (anche senza la scuola) perché non c’è personale marista a disposizione. Sono pochi quelli in circolazione». In sostanza il preside dell’Istituto paritario pone l’accento su un problema che sta attraversando, ormai da qualche anno, tutta la galassia religiosa: la mancanza di vocazioni. Per tutti questi motivi, dunque, i quattro Maristi di Taormina, nel giro di poche settimane, andranno via. Due, in realtà, hanno già lasciato il luogo. Mentre il preside Antonio Sancamillo andrà nella sede centrale dei maristi a Roma, dove sarà superiore della Comunità internazionale e Fratel Claudio si inserirà nella Comunità di Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza.

Dopo il 2010 il problema delle iscrizioni – Taormina, quindi, deve dire addio a un’altra realtà del territorio. Dopo i Salesiani tocca ai Maristi e con loro si conclude un’esperienza formativa che ha fatto maturare dei bei frutti in città. La scuola, innanzitutto, era composta da due sezioni e accoglieva studenti del comprensorio, ma qualcuno veniva anche da Fiumefreddo di Sicilia e Calatabiano. Certo, con i problemi economici nazionali e la decisione della regione di abolire il buono scuola, molti ragazzi non hanno potuto più frequentare l’Istituto. «Dopo il 2000 alcune famiglie si attivarono e la scuola riprese quota con le iscrizioni. Dal 2004 al 2010 la scuola è cresciuta, ma in seguito ci sono stati i problemi». Il campanello d’allarme, a quanto pare, non è recente. Ma in questi anni cosa ha fatto la politica per impedire di disperdere un patrimonio educativo e spirituale così importante? La risposta l’ha data il preside Sancamillo: «Nulla».

L’idea interessante del preside Sancamillo – «Noi non saremmo rimasti se la politica si fosse “fatta viva”, ma il tentativo di rivalutare la struttura era qualcosa di fattibile». E qua emerge l’idea, maturata negli anni, del preside Sancamillo: «Taormina è una città a vocazione artistica e, per forza di cose, cinematografica. Quindi potevano prendersi questa struttura e rilanciare un Liceo classico o artistico con indirizzo cinematografico. Io avrei dato la mia disponibilità, per incrementare il Liceo con un indirizzo cinematografico e televisivo. Adesso, invece, se lo vorranno fare, dovranno iniziare da zero». Nessuna voce si è alzata. Un silenzio assordante e così verrà meno anche il patrimonio umano che in questi anni ha lavorato e si è impegnato nella struttura dei Maristi. L’Istituto comprendeva circa 18 insegnanti, non tutti con orario pieno, e il personale amministrativo era formato da 24 persone. Adesso tutte queste risorse umane hanno avuto «la provvidenza», ha affermato il preside, di essere assunte nel mondo della scuola. Però Sancamillo vede una luce in fondo al tunnel. È quella rappresentata dai volontari che si impegnano nel Follest: «Una delle cose che lasciamo in eredità è aver formato persone in grado di andare avanti a prescindere dai Maristi. Le potenzialità e le capacità ci sono. Non è un caso che la nostra attività è stata chiamata “20 anni per il futuro di Taormina”. Abbiamo dato degli input agli insegnanti e ai giovani e così loro potranno portare avanti queste idee».

L’edificio torna alle suore francescane che vorrebbero dargli una finalità sociale – È vero, sono stati piantati dei semi per il futuro della città. Però se non dovesse essere trovata una struttura in grado di accogliere, per esempio, le attività del Follest, sarà dura andare avanti. La Parrocchia ha mostrato la propria disponibilità, in realtà anche le strutture scolastiche nel territorio potrebbero trovare un accordo per lo svolgimento ad agosto del campus. Difficile, invece, che il Follest si svolga nella struttura che lo sta ospitando. Ed è questa una delle domande principali dell’intera vicenda: che ne sarà di questo consistente patrimonio immobiliare, quando i Maristi saranno andati via? È di proprietà delle suore francescane missionarie e dunque tornerà a loro, considerando che i Maristi lo gestivano in comodato d’uso. Al momento le suore stanno accogliendo delle proposte per poter valorizzare l’edificio che, questo dovrebbe essere un punto insindacabile, non dovrebbe diventare una struttura alberghiera. L’obiettivo finale delle suore è quello di dargli una finalità sociale. E in tutto ciò, forse, il Follest 2016 potrebbe avere qualche speranza.

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