Domus San Pancrazio di Taormina
Domus San Pancrazio di Taormina

La versione definitiva del bando – La verità sulla proposta inerente la Domus, avanzata il 24 agosto scorso dalla Hellac, è che questa aveva ipotizzato un finanziamento totale (e soggetto a rialzo) della prelazione ed un finanziamento a titolo di “donazione” del lavoro dell’equipe del professore Lorenzo Campagna. Almeno 400 mila euro sarebbero stati destinati dal finanziatore scelto con gara a finanziare i lavori degli archeologi dell’Università di Messina. A fronte di ciò, la società tedesca chiedeva di acquisire in proprietà la restante parte del giardino e della villa vera e propria, cedendo immediatamente l’attuale area di scavo alla proprietà comunale (della quale il finanziatore sarebbe stato concessionario per 25 anni). Sotto questo aspetto, la proposta di Hellac era ben degna di considerazione (come, d’altronde, è stata effettivamente oggetto di considerazione). Il Comune ha ritenuto di aderire solo in parte alla proposta, preferendo fare una gara per scegliere un soggetto finanziatore del solo diritto di prelazione, senza prevedere una dotazione finanziaria per le indagini archeologiche.

Cosa perde e cosa guadagna il Comune con il nuovo bando – Da un punto di vista strettamente economico, il bando di gara, nella versione attuale, nulla dice in ordine al finanziamento delle indagini archeologiche avviate dall’Università di Messina. Questo aspetto, dunque, non pare rientrare nell’interesse immediato del Comune. Per altro verso, però, l’amministrazione comunale ha anche “recuperato” al patrimonio civico la proprietà piena dell’intera Villa San Pancrazio. Dopo la scadenza della concessione (99 anni a partire dalla data di aggiudicazione della gara), la proprietà dell’area – villa/albergo compresa – passerà all’amministrazione comunale. Come ulteriore “bonus”, per la collettività, l’amministrazione comunale ha ottenuto anche l’impegno del concessionario di assumere il 30% dei dipendenti della Villa/albergo presso i residenti taorminesi. Tutto sommato non poco, considerando i tempi. La scelta operata dal Comune è stata, però, dettata da un atteggiamento estremamente prudenziale (forse anche troppo prudenziale), posto che l’operazione proposta dalla Hellac, come era stato chiarito dalla società tedesca, non aveva precedenti (né sfavorevoli, né favorevoli) già decisi dai giudici amministrativi o civili ed era comunque contenuta entro i limiti di legge. A fronte della scelta di non prevedere alcun finanziamento per la prosecuzione degli scavi stanno, dunque, ragioni di cautelativa e rafforzata tutela dell’interesse dell’ente pubblico. Inoltre, la proprietà della villa e delle aree annesse tra 99 anni sarà del Comune.

Costi e benefici della scelta del Comune – E’ davvero conveniente l’operazione posta in essere dal Comune? Questo lo stabilirà soltanto il gioco della concorrenza (e, certamente, il tempo: un secolo). È chiaro che, nell’immediato, assicurare che la proprietà dell’intera area di San Pancrazio passerà al Comune è un risultato importante. Tanto di cappello alla scelta di prevedere una quota minima di assunzione per i taorminesi per i prossimi cento anni circa. Eppure l’intera vicenda lascia un po’ l’amaro in bocca, nella parte in cui la parziale rivisitazione del bando ha comportato, di fatto, la rinuncia ad un ingente stanziamento economico destinato all’Università di Messina per la mappatura archeologica (e, chissà, magari anche per la messa in luce) della Domus.

I dubbi sul bando – In ordine al nuovo bando, tuttavia, rimane ancora un aspetto non del tutto chiaro, secondo il legale della Hellac, l’avvocato Filippo Maria Salvo, il quale ha fatto solo sapere che, nei prossimi giorni, rivolgerà una richiesta di chiarimento all’amministrazione comunale. La decisione finale in ordine alla possibilità di presentare o meno un’offerta dipende anche dalla risposta che l’amministrazione comunale darà all’interpello del legale. Allo stato, dunque, non è ancora scontato l’esito della procedura che da qualche settimana a questa parte impegna sia gli uffici legali della Hellac che quelli dell’amministrazione comunale.

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