Acufene

Il tinnitus o acufene è una percezione sonora in assenza di stimolazione fisiologica dei recettori della coclea, definita dal paziente come “rumore del mare, fischio acuto, sibilo, rumore di macchinari, suoni multipli uniti o separati, suoni semplici o complessi fastidiosissimi, possono essere “soggettivi” ossia udibili solo dalla persona che li riferisce, o “oggettivi o sintomatici” le cui cause sono molteplici. In Italia si contano oltre 2 milioni di persone affette da acufene e in tutto il mondo oltre il 10% ne soffre, questi numeri sono in continuo aumento ma tale sintomo in Italia è ancora scarsamente conosciuto e non adeguatamente studiato. Rappresenta un vero e proprio dramma sociale a tal punto da essere discusso in Senato, sono state presentate, infatti, delle interrogazioni ponendo l’accento sullo stato invalidante che comporta tale sintomo e sulla necessità di promuovere studi e ricerche scientifiche al fine di sviluppare un efficace protocollo terapeutico.

Il paziente affetto da acufene è spesso costretto a navigare tra molti medici, strutture e terapie, alla fine per ricavarne niente fino a credere che davvero se lo debba tenere. Spesso il paziente si rivolge a medici che non possiedono specifiche competenze ne possiedono i mezzi idonei per emettere la diagnosi e quindi la terapia. Nella maggior parte dei casi al paziente si propone solo ciò che rientra nelle proprie conoscenze e possibilità, magari mai aggiornate, mai approfondite, trasmettendo ai pazienti nozioni errate sfiduciandoli nell’intraprendere il giusto percorso diagnostico con conseguenze negative inevitabili sulla terapia. Per trattare il paziente acufenico bisogna possedere esperienza diretta, ragionamento clinico, conoscenza dell’anatomia e della fisiologia dell’orecchio e una preparazione culturale specifica.

L’equipe siciliana di cura e riabilitazione dell’acufene diventa sempre più una solida realtà sul territorio. Formata dalla Dr.ssa Daria Caminiti (otorinolaringoiatra e dottore di ricerca in scienze audiologiche e otorinolaringoiatre, responsabile del servizio di Day Surgery presso la Casa di Cura Villa Salus di Messina, consulente otorinolaringoiatra presso la Casa di Cura San Camillo di Messina, CTU presso il tribunale di Messina), dalla Dr.ssa Milena Samperi (psicologa, specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale), dal Dr. Eliseo Stefano Maini (ingegnere elettronico, dottore di ricerca in bioingegneria, ingegneria dei materiali e robotica, dottore in scienze audioprotesiche), e dai Dottori Antonio Bagnato e Fabio Morabito (dottori in scienze audioprotesiche) da oltre cinque anni è impegnata a migliorare la qualità di vita dei pazienti acufenici provenienti non solo da tutte le provincie siciliane ma anche dalle più vicine regioni dell’Italia Meridionale in particolare dalla Calabria, dalla Puglia e dalla Campania. L’equipe siciliana a oggi vanta un’ampia casistica di pazienti dell’età compresa tra i 15 e i 70 anni trattati con successo e si vede costantemente impegnata nell’ambito della ricerca scientifica dei meccanismi biofisici, psico-neurologici e biologici che provocano il disturbo e la stabilizzazione dello stesso nel tempo.

La mattina della vigilia di Ferragosto, nonostante me, responsabile della suddetta equipe, fossi in ferie mi premurai a visitare una giovane donna T.R. dell’età di 40 anni proveniente dalla provincia di Catania. La signora riferiva acufene persistente bilaterale da circa tre anni, acuto, di tipo soggettivo, acuito nell’ultima settimana. Insegnante di mestiere al Nord Italia, con voce grave, dai modi estremamente educati, dall’intelletto acuto e sapiente, con i suoi occhi spenti per le speranze negate in tutti questi anni, mi chiedeva aiuto. Fatta accomodare la paziente in poltrona, come due vecchie amiche, ho pregato la signora di raccontarmi la sua storia clinica e le varie vicissitudini passate in questi anni tra visite, diagnosi e terapie inutili. In quel preciso momento stavo intraprendendo una sorta di counseling medico, stavo intraprendendo già una terapia, la parte più importante della terapia! Dopo aver raccolto i dati anamnestici, ponendo alla signora le giuste domande, il ragionamento clinico iniziava a svilupparsi nella mia mente. Iniziai a spiegare alla paziente i meccanismi implicati nell’acufene e l’ipotetica strategia terapeutica che intendevo intraprendere nel suo caso. In quel preciso momento la richiesta di aiuto da parte della signora si limitava a capire il suo stato d’animo per non poter vivere una vita normale, e con fare rabbioso attorcigliando un fazzolettino tra le mani mi disse: “Non mi rassegnerò mai al non poter più assaporare e ascoltare il silenzio”. Si accingeva, ormai confidenzialmente, a spiegarmi l’impossibilità, che definiva drammaticità, di vivere normalmente la quotidianità familiare, sociale e lavorativa e a riguardo mi disse: “I bambini hanno bisogno di un’insegnante serena, allegra e gioiosa ed io purtroppo non lo sono”. Da più di cinque anni continuo a sentire queste richieste d’aiuto, a vedere le facce sfiduciate dei pazienti quando arrivano alla nostra osservazione dopo centinaia di visite, a sentire il peso della speranza che ripongono nella nostra equipe che definiscono “ultima spiaggia”. Dopo aver raccolto i dati anamnestici, iniziò, in un clima di fiducia, la visita rendendo partecipe la paziente ogni qualvolta era sottoposta a un nuovo esame diagnostico. A un certo momento mi senti prendere le mani e con senso di gratitudine si rivolse a me anche con stupore dicendomi: “Dottoressa in tutti questi anni nessun specialista mi ha sottoposto a tutti questi esami diagnostici. I suoi colleghi mi facevano sedere in poltrona e con quell’imbutino (speculo auricolare) dopo aver guardato il timpano mi licenziavano dicendomi Purtroppo non c’è niente da fare, deve conviverci”.

Niente da fare? Ribadii subito io, senza emettere una diagnosi? L’acufene è un sintomo e come tutti i sintomi sono il risultato di patologie e per tutte le patologie, nella stragrande maggioranza dei casi, esiste una terapia mirata. La signora T.R. continuò per tutta la visita a essere collaborante, s’intravedeva sul suo viso un cenno di sorriso, di rassicurazione e di fiducia verso colei che possedeva specifiche competenze. Alla fine della visita, sulla base dei risultati ottenuti dagli esami diagnostici effettuati, spiegai alla paziente la necessità di intraprendere un percorso diagnostico radiologico e riabilitativo otoiatrico mediante TRT e osteopatico per la presenza nel suo caso di patologie sovrapposte determinanti l’acufene. La signora T.R. andò via finita la visita molto soddisfatta, fiduciosa di sapere che esistono diverse terapie di tipo farmacologico e/o riabilitativo che possono migliorare nettamente la qualità di vita del paziente acufenico, mi abbracciò e mi chiese la possibilità di ringraziarmi regalandomi un bacio.

Consapevoli della complessità di tale disturbo e della grave carenza di strutture sanitarie e del personale medico altamente specializzato e indirizzato allo studio e alla cura dell’acufene, l’equipe siciliana in tutti questi anni è riuscita a creare un centro di riferimento non solo per i malati ma garantisce la promozione di azioni per correggere i comportamenti della famiglia e della società che circonda il paziente con grave disagio al fine di evitare un ulteriore aggravamento dei sintomi e l’ulteriore isolamento dell’ammalato. L’equipe medica siciliana è impegnata a svolgere un’azione continua anche in ambito medico, sensibilizzando i medici di base e i medici specialisti che si scontrano giornalmente con il sintomo “acufene”, mediante l’organizzazione sul territorio d’incontri, convegni e congressi ECM. Da molti anni si porta avanti con successo un programma di diagnosi e trattamento medico-riabilitativo degli acufeni di tipo “integrato” che si avvale cioè di un moderno approccio multiterapeutico, senza necessità di ospedalizzare il paziente. In tale programma non è trascurato l’aspetto farmacologico e l’aspetto stimolatorio su base fisiologica dando grande spazio alle nuove e moderne tecniche di riabilitazione fisiologica “attiva”.

Le cause dell’acufene possono essere molteplici, ossia otologiche, vascolari, gnatologiche-odontoiatriche, virali, autoimmunitarie, dismetaboliche, neoplastiche, farmacologiche, neurovegetative e psicologiche per tale motivo bisogna comprendere e inquadrare la causa in maniera globale. Il corpo non può essere considerato a pezzi, per diagnosticare la causa che determina il sintomo acufene il paziente, deve essere valutato e visitato nella sua totalità, l’equipe siciliana si avvale di osteopati altamente specializzati per il trattamento delle patologie dell’articolazione tempo-mandibolare, di ortodontisti, radiologi, neurologi, angiologi e altre figure professionali impegnati in diversi tipi di riabilitazione affinché il paziente possa conoscere, in tempi rapidi, la causa del suo sintomo e il relativo percorso terapeutico per migliorare la propria qualità di vita evitando il disagio di specialisti impossibilitati a comunicare tra loro. L’equipe siciliana di cura e riabilitazione dell’acufene segue passo per passo il paziente e lo conduce alla soluzione del problema, sottopone il paziente a tutti gli esami strumentali attraverso metodiche innovative d’indagine audiologica e radiologica, a valutazione multidisciplinare contestualmente per escludere la presenza di cause non otoiatriche, e dopo aver visionato i vari responsi specialistici, procede a programmare il trattamento terapeutico-riabilitativo più idoneo al paziente in osservazione. Il nostro protocollo di lavoro prevede quindi una visita preliminare da parte dell’otorinolaringoiatra (il consulto non può svolgersi al telefono o via mail, non è deontologico dare consigli diagnostici e terapeutici se non solo in sede di visita) il quale dovrà escludere eventuali patologie che possono provocare l’acufene, contestualmente qualora la causa dell’acufene non fosse d’origine otoiatrica, sottoporre lo stesso alla visione dei medici specialisti chiamati in causa e successivamente orientare il paziente alla terapia mirata avvalendosi delle più moderne scelte terapeutiche: la terapia laser a basso livello energetico; TRT o Tinnitus retraing therapy; Elettrostimolazione; Arricchimento sonoro; Applicazioni di speciali dispositivi acustici digitali; Tecniche di rilassamento e biofeedback; Nuove terapie farmacologiche secondo protocollo personalizzato e mirato alla causa dell’acufene.

Nel selezionare un programma terapeutico per i pazienti è cruciale comprendere le esperienze e le emozioni che i pazienti provano riguardo l’acufene e il modo in cui questo influenza la loro vita. Il programma terapeutico va individualizzato per le esigenze del singolo paziente e spesso è particolarmente utile abbinare metodi diversi e supporti farmacologici nei casi vi sia una precisa indicazione. L’equipe siciliana di cura e riabilitazione dell’acufene è in grado di mettere a punto e personalizzare innovativi protocolli riabilitativi rivolti a modificare attivamente la “reazione” del soggetto alla presenza dell’acufene e a ridurre l’intensità del disturbo aumentandone la tollerabilità anche mediante ausili digitali. Ogni malattia, così come gli acufeni, oggi può essere correttamente trattata da medici altamente specializzati e da equipe che si avvalgono di approcci multiterapeutici offrendo qualificato supporto ai pazienti acufenici troppo spesso lasciati a se stessi con il falso messaggio che il loro problema non abbia una soluzione.

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