Marco Carletta
Marco Carletta

Dal Cammino di Santiago al viaggio a piedi in Sicilia – Nella bolgia di turisti che attraversano il Corso Umberto, tra un souvenir e un selfie con tanto di bastone, può capitare di incontrare qualcuno che non si confonde con tutto il resto. Anche in una giornata soleggiata e umida, infatti, c’è il tempo di incontrare Marco Carletta. Un ragazzo di 32 anni di San Cataldo. Geometra che da otto anni lavora nel Centro di accoglienza di Caltanissetta, Marco, 13 anni fa, ha percorso il celebre Cammino di Santiago e lungo la strada aveva stretto amicizia con Cristian Bruscagin, che era partito da Vighizzolo D’Este, vicino Padova, e aveva compiuto più di 4 mila chilometri, I due si conoscono, stringono un’amicizia e nasce una promessa: “Un giorno faremo il giro della Sicilia a piedi”. Purtroppo si tratta di un sogno spezzato a causa della morte di Cristian, che sei mesi dopo si spegne dopo un infarto.

In ricordo di Aldo Naro – Marco, però, non demorde e in lui rimane vivo il desiderio del suo amico e della promessa fatta. Trascorre più di un anno e mezzo e dopo aver trovato le giuste motivazioni, il ragazzo di San Cataldo parte in ricordo di Cristian e con il desiderio di portare un messaggio di pace. Una parola importante, che pesa e forse è ormai abusata e strumentalizzata nella nostra epoca. Per un motivo del genere Marco “vola basso” ed è convinto che il suo percorso di 1300 chilometri non cambierà il mondo, ma resta un bel segnale di speranza e umanità. Così, “Walk for peace”, così si chiama il progetto, è dedicato ad Aldo Naro. Un ragazzo laureato in medicina di San Cataldo che circa sei mesi fa è stato ucciso a Palermo. «Ho voluto omaggiare questo ragazzo, perché è morto in una maniera assurda e senza aver commesso nulla», ha detto Marco Carletta. Un modo per non far cadere nel dimenticatoio il giovane laureato in medicina che ha perso la vita nella discoteca Goa la notte di San Valentino durante una festa di Carnevale.

Un ragazzo in viaggio – Marco, sotto la sua barba, cela una grande dote: l’umanità e il rispetto verso l’altro. Lo si capisce da come parla, dal suo viaggio che potrebbe sembrare follia a chi è immerso in toto nei ritmi vorticosi della società contemporanea. Già, questo percorso è anche un modo per riflettere sulla parola “viaggio” ed è curioso che a fianco dei migliaia di turisti che attraversano Taormina ci sia anche un ragazzo che pensa in maniera differente e alternativa un percorso del genere. Nel pomeriggio di ieri (è stato il 18esimo giorno di viaggio), dopo essere stato a Taormina, si è recato a Letojanni e da lì è giunto a Messina. La prossima tappa sarà Porto Empedocle e in seguito si imbarcherà per Lampedusa, la porta dell’Europa. Un’altra tappa simbolica, non indifferente che renderà ancora più caratteristico il percorso di questo viaggiatore che si concluderà il 20 agosto a San Cataldo. Buona strada, Marco.

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