Fondazione Mazzullo, mostra di Papotto
Fondazione Mazzullo, mostra di Papotto

Le sculture di Luigi Russo Papotto sono state presentate giovedì 13 agosto 2015, alle ore 19, a Taormina presso la Fondazione Giuseppe Mazzullo. Lo storico Palazzo medievale Duchi di Santo Stefano ha fatto da cornice ad opere plastiche e scultoree, che hanno acquisito una nuova luce in rapporto alla qualità dello spazio e alla relazione con le cose e le persone, trattandosi di opere che nella loro dimensione plastica, in alcuni casi specifici, si rendono disponibili all’interazione e quindi a manifestare cambiamenti di stato motivati dall’azione dello spettatore. Il progetto espositivo identifica già nel titolo i temi e la chiave di lettura dei lavori presentati attraverso i concetti di materia, forma e memoria, che si legano agli aspetti dell’esperienza sensibile ed ai fenomeni del mondo.

La conferenza stampa è stata introdotta dal Presidente della Fondazione Alfio Auteri, con gli interventi del consigliere comunale Giovanni Leonardi e di Mario D’Agostino, assessore e vicesindaco del Comune di Taormina. L’artista Luigi Russo Papotto ha ringraziato gli intervenuti ed ha raccontato le motivazioni che stanno alla base della sua arte e l’importanza di stabilire configurazioni estetiche ed umane. La presentazione critica riguardante la figura dell’artista e la contestualizzazione storico-poetica del suo lavoro è stata affidata a Giuseppe Carrubba, critico d’arte e curatore indipendente, e a Carmela Infarinato, critico letterario e filosofo del linguaggio.

Carmela Infarinato attraverso gli strumenti che le sono più congeniali, quelli del linguaggio estetico-filosofico, ha sollecitato la platea con riflessioni che stanno alla base del dibattito culturale relativo alla contemporaneità: il Novecento, un secolo definito denso, all’interno del quale tutto è cambiato velocemente, nella relazione e percezione del reale e delle categorie culturali tradizionali di riferimento. L’opera di Luigi Russo Papotto le ha offerto la possibilità di identificare momenti stilisti e formali dell’artista in relazione ai cambiamenti legati allo spirito del tempo.

Giuseppe Carrubba ha costruito una narrazione evocativa e metaforica, un viaggio sviluppato seguendo una linea personale ed emozionale, alternando momenti descrittivi ed informativi che riguardano l’opera e l’artista, a momenti ermeneutici di interpretazione estetica e sociale. Affermando l’idea di un’arte pedagogica, come sviluppo sensoriale e percettivo, ma anche visionaria e fantasmagorica che tende alla trasfigurazione ed all’ascesi, che aspira ad una felicità possibile: quella liberata dalla creazione artistica. Infine il presidente della Fondazione Mazzullo, Alfio Auteri, ha definito Luigi Papotto un artista «molto interessante, estremamente meticoloso, profondo e, soprattutto, consapevole. Ospitare uno scultore nella casa di uno scultore non è cosa facile, anche se stile e materiali sono differenti. Possiamo definirla una “scommessa”».

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