Il Consiglio comunale di Taormina si è aperto con la vicenda della Domus san Pancrazio, che negli ultimi giorni ha tenuto banco in città e non solo. A prendere la parola è stato il vicesindaco e assessore alla Cultura, Mario D’Agostino. «È importante condividere alcune scelte che dovremmo fare, mi riferisco alla Domus san Pancrazio. Il fatto che durante gli scavi siano emerse delle novità straordinarie ci ha spiazzato. Nel 2011 è stata data una concessione edilizia per la costruzione in quella zona in un albergo a cinque stelle, ovvero un albergo sopra quello che è un tesoro dal valore inestimabile. La situazione va a cambiare nel tempo, finché si arriva alla vendita a una società, ovvero la Whiteside Business. Non dobbiamo vedere il marcio dove non c’è, ma sicuramente qualcosa non è chiaro per una società con sede a Praga e con il suo avvocato che si trova fuori dalla regione. Il professore Campagna, insieme al professore Bolognari, hanno dato un contributo importante».

«Ci si rende conto che esistono dei mosaici, una villa dal valore straordinario. È l’epicentro di una Taormina nascosta che ci appartiene. Il 31 luglio c’è l’incontro con il professore Campagna, il quale mi ha fatto vedere le potenzialità del sito e mi ha detto che potrebbe non esserci più tutto ciò in breve tempo. In seguito ci siamo attivati, la dottoressa Lentini ha inviato una lettera alla regione, ma ci rispondono dicendo che non hanno i fondi. È una doccia fredda. Il 7 agosto teniamo un secondo tavolo e il comune di Taormina potrebbe farsi carico del diritto di prelazione. Consideriamo che i tempi sono stretti, perché la scadenza per far valere il diritto è il 13 settembre. Però, nel momento in cui abbiamo una criticità di cassa, arriva una lettera firmata sulla comunicazione preventiva di disponibilità al finanziamento dell’esercizio del diritto di prelazione relativamente alla Domus san Pancrazio».

«Nel momento in cui non possiamo farci carico di 1 milione e 700 mila euro, ha aggiunto D’Agostino, questa disponibilità va ampiamente valutata. Esiste la possibilità, da parte dell’amministrazione, di farsi aiutare. Non possiamo permetterci il lusso di chiudere questa strada».

© Riproduzione Riservata

Commenti