Negli ultimi anni si è verificato un aumento esponenziale delle malattie respiratorie nasali e della faringe consequenzialmente all’inquinamento atmosferico, all’industrializzazione dei paesi occidentali e alle molteplici epidemie stagionali di virus respiratori per i cambiamenti climatici cui assistiamo, verosimilmente tropicali. La cattiva respirazione associata o meno a un perenne stato di raffreddamento del naso e delle prime vie respiratorie in genere è in netto aumento. Tale condizione ostruttiva può essere accompagnata da una forma di vera e propria roncopatia con sindrome delle apnee del sonno. I recenti dati epidemiologici affermano che il fenomeno è in costante aumento nelle aree cittadine e industrializzate, a causa degli agenti inquinanti che respiriamo nella vita quotidiana delle città e del costante incremento delle patologie allergiche respiratorie.

La causa della cattiva respirazione nasale è quasi sempre da ricercare nell’ingrossamento, o ipertrofia dei turbinati. I turbinati sono delle preziose strutture osteo-mucose in grado di riscaldare l’aria che inspiriamo prima che raggiunga i polmoni, umidificandola, filtrandola e condizionandola. I pazienti affetti da rinite ostruttiva e/o da poliposi nasale, riferiscono oltre alla difficoltà respiratoria altri sintomi quali, scolo di secrezione siero-mucosa dal naso alla gola con conseguente alitosi e faringo-tonsilliti recidivanti, cefalea, secchezza della mucosa orale, episodi di rino-sinusiti per mancata ventilazione dei seni paranasali e alterazione dell’odorato. Oggi sono stati messi a punto metodi poco o per niente invasivi per il trattamento efficace dell’ipertrofia dei turbinati e della poliposi nasale nell’ottica di rispettare l’anatomia e la fisiologia delle mucose e delle strutture nasali. In passato i turbinati erano bruciati o addirittura tagliati con forbici e bisturi, quando non se ne conosceva a pieno la loro utilità. Da qualche tempo si eseguono trattamenti molto conservativi per la riduzione del volume dei turbinati e per il trattamento della poliposi nasale senza tagli né suture e soprattutto senza sanguinamenti e quindi senza i fastidiosi tamponamenti nasali di una volta. Le forme più lievi d’ipertrofia dei turbinati o di poliposi nasale possono essere trattate con cortisonici locali ed eventualmente con antistaminici, quando, però la rinite ostruttiva e la poliposi nasale non rispondono più a tali trattamenti, l’unica soluzione è di ridurre la mucosa che riveste il turbinato o praticare la polipectomia nasale. Si può quindi ricorrere alla decongestione dei turbinati nel caso dell’ipertrofia dei turbinati o alla polipectomia nasale, nel caso della poliposi nasale, con le tecniche mini-invasive che hanno lo scopo rispettivamente di ridurre la dimensione dei turbinati ipertrofici o di asportare i polipi nasali creando più spazio al passaggio dell’aria inspirata. Sino a oggi, per ottenere la riduzione del volume del turbinato, si eseguivano interventi chirurgici che alteravano l’anatomia del naso (turbinotomia=resezione parziale del turbinato, e turbinectomia=asportazione del turbinato in toto), e nel caso della poliposi nasale l’esecuzione dell’intervento chirurgico in anestesia generale, interventi che tra l’altro richiedevano almeno quattro giorni di ricovero con innumerevoli disaggi per il paziente dovuti alla necessità di eseguire un tamponamento nasale per controllare l’emorragia.

Attualmente presso la nostra clinica la quasi totalità degli interventi chirurgici è effettuata con tecniche di chirurgia mini-invasiva utilizzando una serie di presidi ottici che bene si combinano con l’utilizzo di micro-frantumatori, apparecchi laser o generatori di radiofrequenza che sono in grado di sgonfiare il turbinato ingrossato o di asportare il polipo nasale senza traumi e senza dolore, tecniche moderne, semplici, rapide e indolori che riducono notevolmente il disagio post-operatorio del paziente. A differenza delle precedenti tecnologie, quelle più tradizionali, che richiedevano 2-3 sedute ripetute (le vecchie tecnologie a radiofrequenza o il tradizionale bisturi) e determinavano danni irreversibili, oggi è sufficiente una singola applicazione per risolvere il problema. Oggi chi è affetto da ipertrofia dei turbinati o da poliposi nasale continua a esserlo per una sua scelta, in quanto allo stato odierno con minimo sforzo il problema può essere risolto! La stessa filosofia consente la bonifica endoscopica delle poliposi nasali, con l’impiego di nuovi manipoli laser o coblator a fianco dei micro-debrider per il drenaggio e toilette dei seni paranasali con risoluzione micro-invasiva della sinusopatia. Oggi un’innovativa metodica medico-chirurgica ci permette di ridurre, e a volte azzerare, la percentuale di recidiva della poliposi nasale. Quest’ultima consiste nell’apposizione, sotto visione endoscopica, di “schiume” vegetali, (che si riassorbono rapidamente dopo pochi giorni, e non ostacolano mai la respirazione nasale), a livello della bulla etmoidale, e successiva infiltrazione di quest’ultime con cortisonici mediante un apposito e sottilissimo ago, dopo aver eseguito un’accurata chirurgia che risani i focolai di patologia e consenta di ri-ventilare i seni paranasali. Tale procedura, non invasiva e indolore, della durata di pochi minuti, può essere ripetuta ogni tre mesi per prevenire l’infiammazione e l’edema della mucosa nasale e quindi la possibilità della recidiva della poliposi.

Tali trattamenti eseguiti con tecnica endoscopica, a motivo della loro minima invasività e dell’assenza di dolore, sono applicabili anche a pazienti in età pediatrica grazie alla recente introduzione di un manipolo dedicato sottile. In tale fascia di età appare ancora più evidente l’importanza di una metodica non traumatica, e che rispetta la funzione del turbinato senza provocare cicatrici né alcuna diminuzione della sua preziosa attività di filtro dell’aria respirata. Le nuove tecniche mini-invasive si eseguono in regime ambulatoriale, in anestesia locale di contatto, utilizzando uno spray anestetico, senza iniezioni, utilizzando una fibra laser o nuovi manipoli generatori di radiofrequenza che hanno la funzione di sgonfiare il turbinato, causando un’immediata e netta riduzione delle dimensioni dello stesso, lasciando integra la superficie della mucosa e rispettando l’anatomia delle strutture nasali. Nel caso della poliposi nasale tali metodiche permettono di asportare le neoformazioni rapidamente, sotto controllo video-endoscopico trans nasale, in maniera precisa e selettiva, rivelandosi un intervento esngue con rapido recupero del paziente alle normali attività.

Le conoscenze odierne circa la fisiologia dei turbinati hanno indotto inoltre alla messa punto d’interventi “riparativi” a carico dei turbinati stessi, quando questi ultimi siano stati tagliati o bruciati in corso di precedenti interventi chirurgici. Sempre in tecnica endoscopica oggi si è in grado di “ricostruire” i turbinati rovinati e ripristinare la loro funzione all’interno del naso. Da qualche tempo è stata introdotta una metodica per la ricostruzione dei turbinati danneggiati dalla chirurgia tradizionale demolitiva, basata sull’impiego di materiali eterologhi biocompatibili o grasso autologo prelevato dallo stesso paziente, con risultati molto incoraggianti. Oggi vi sono a disposizione i fattori di crescita piastrinici (PDGF) e il plasma arricchito di piastrine (PRP Platelet-Rich Plasma), ottenuti da un semplice prelievo di sangue, la cui efficacia e maneggevolezza rappresentano l’avanguardia nella ricostruzione funzionale delle mucose dei turbinati danneggiati da precedenti interventi demolitivi. Chi ha necessità di migliorare le performance respiratorie, ma anche chi vuole più semplicemente migliorare la qualità della vita e del respiro recuperando un buon flusso aereo, olfatto e riducendo i raffreddori, può quindi vantaggiosamente usufruire dei benefici di queste nuove tecniche endoscopiche. Le terapie mediche, con le nuove molecole per uso locale nasale e per bocca, insieme ai moderni vaccini antiallergici nasali e sublinguali completano il quadro terapeutico al fine di alleviare quei piccoli fastidi legati alla secrezione nasale e alle riniti, come supporto pre e post-trattamento con tali nuove tecniche chirurgiche.

I turbinati, quindi, con tali metodiche mini-invasive mantengono tutte le loro funzioni di filtrazione, riscaldamento e umidificazione dell’aria inspirata. La seduta chirurgica in media dura pochi minuti per lato, nel caso della decongestione del turbinato, circa trenta minuti nel caso della poliposi nasale, e il paziente potrà ritornare a domicilio dopo circa mezz’ora senza tamponi nasali e senza nessuna limitazione nelle mansioni quotidiane. Con queste tecniche chirurgiche inoltre possono essere rimossi piccoli speronei ossei, piccole creste ossee, e molto spesso l’otorinolaringoiatra evita di sottoporre il paziente a intervento chirurgico di settoplastica. La novità in arrivo per quanto riguarda la Chirurgia Laser nelle patologie nasali è la progettazione di un nuovo manipolo molto sottile per endoscopia con canale operatore e fibra laser. Il nuovo manipolo prevede quindi una camicia o alloggio per la fibra ottica, di dimensione molto ridotte, ossia per fibre di dimensione anche di 2,8 mm di diametro con visione 0°,una connessione per il sistema d’aspirazione o d’irrigazione e una camicia porta fibra laser con connettore ferma fibra. La progettazione di questo nuovo manipolo permette all’operatore di essere ancora più veloce e più preciso lavorando in un campo operatorio sempre pulito da secrezioni siero-mucose o siero-ematiche. In relazione ai risultati ottenuti con queste nuove tecniche, e presentati ai più importanti congressi internazionali di chirurgia funzionale del naso, si può affermare che l’efficacia del laser a diodi e dei generatori di radiofrequenza coblator sono totalmente affidabili, duraturi nel tempo e sempre più utilizzati nelle strutture di alto standard di qualità. Quindi oggi queste tecniche mini-invasive, nella chirurgia dei turbinati, rappresentano le migliori tecniche per trattare la rinite ostruttiva, e nella poliposi nasale una valida alternativa. La nuova frontiera negli interventi mini-invasivi delle alte vie respiratorie è rappresentata dagli interventi “riparativi” a carico dei turbinati nei pazienti affetti da raffreddori crostosi, alterazioni del flusso aereo intranasale, disturbi respiratori e dell’olfatto, deposito di muco nelle fosse nasali e nella regione retronasale.

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