Impressionanti i dati sui suoli pubblici – Taormina e l’evasione fiscale. Un problema che ormai si trascina da anni. Questa volta, però, i nodi sono venuti al pettine. Complice la violenta e prolungata crisi economica del 2008 che continua a mettere a dura prova l’Italia e il rischio dissesto economico e finanziario dell’ente, adesso la riscossione dei residui è diventata impellente. Fondamentale per cercare di rimettere in piedi Taormina. Impressionanti sono i dati sui suoli pubblici. Gli incassi del Cosap, Canone Occupazione Spazi e Aree Pubbliche, peggiorano di anno in anno. Numeri che devono tener conto dei problemi economici delle famiglie italiane, ma non solo. Già, perché l’evasione fiscale a Taormina è alta e chi usufruisce di un suolo pubblico, nella maggior parte dei casi, non versa al comune le imposte dovute. Il totale residuo dall’anno 2002 all’anno 2008 ammonta a euro 78.698,71, mentre i residui del sottosuolo, ovvero gli spazi all’interno di un locale che appartengono al patrimonio del comune, ammontano a euro 38.083,58.

Un’evasione fiscale in crescita – Che sui suoli pubblici ci sia una maxi evasione fiscale è sin troppo evidente e a ciò va ad aggiungersi, come se non bastasse, la diffusione a macchia d’olio di tavolini e sedie durante la stagione estiva. Continuando nella carrellata dei numeri, si può notare come i residui dell’anno 2009, sempre sui suoli pubblici, ammontano a euro 1.613,63; i residui dell’anno 2010 a euro 1.291, 55; i residui dell’anno 2011 salgono fino a euro 36.440,70; i residui dell’anno 2012 continuano a crescere fino a euro 70.851,46 e i residui dell’anno 2013 ammontano a euro 85.726,33. Tutti questi dati sono accertati, mentre per le annualità 2014 e 2015 non è avvenuto ancora nessun accertamento. Però si può notare come nel 2014 i residui sono di euro 111.573,99; nel 2015 i residui non versati al comune ammontano a euro 163.782,37. Sommando tutte queste morosità si raggiunge la cifra di euro 588.062,32.

Tassa di soggiorno, sono 29 le strutture ricettive che non pagano – Altra nota dolente è l’evasione fiscale legata all’acquedotto. I residui attivi, infatti, ammontano a 10 milioni di euro, di cui 6,5 milioni riconducibili all’acquedotto e 3,5 milioni riconducibili alla depurazione fogna. Poi c’è l’evasione fiscale legata alla tassa sulla spazzatura, al secolo Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani). I residui complessivi fino al 2013 ammontano a 10,4 milioni, di cui 5 milioni riconducibili alle partite Iva. L’evasione fiscale diminuisce, invece, quando si parla di tassa di soggiorno. Il residuo dell’anno 2013 ammonta a euro 22.541,50 (la cifra varierà in quanto sono arrivati nelle ultime ore alcuni bollettini da parte di due strutture ricettive); il residuo dell’anno 2014 è di euro 46.485,65; il residuo complessivo del 2015, che va dal mese di gennaio al mese di giugno ammonta a euro 110.054,00. La cifra totale è di euro 179.081,15 e le strutture ricettive che non hanno versato la tassa si soggiorno sono 29. I mancati pagamenti al comune, inoltre, riguardano anche la pubblicità e fino al 2013 i residui totali ammontano a euro 117.781,93. Infine, per quanto concerne l’Ici (Imposta comunale sugli immobili), che comprende le annualità fino al 2011, il residuo totale è di 1.993.242,00, di cui euro 674.875,77 riconducibili ai residui totali delle partite Iva.

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