«Leggo un libro e mi immedesimo in un altro romanzo… per non pensare a me». Così scriveva Francesca Vinciguerra nata a Taormina nel 1900 ed emigrata in America con la sua famiglia a soli sette anni. La figlia di Domenico Vinciguerra, un cantante, e Giovanna Sciglio, è cresciuta a New York, dove ha frequentato l’Hunter College e la Columbia University. A soli diciotto anni conosce già tre lingue e pubblica una serie di poesie sulla rivista socialista radicale The Masses. Scrittrice, biografa, traduttrice, giornalista del New York Times, Francesca cambia il suo nome o meglio lo traduce alla lettera in Frances Winwar e pubblica saggi letterari su Giovanni Verga, i fratelli Rossetti e i poeti romantici inglesi. Nota soprattutto per le sue biografie accurate per cui esplora un’infinità di documenti soffermandosi sempre sui fatti meno noti, le instabilità emotive, le frustrazioni dei sogni non realizzati. Le sue sono biografie psicologiche di uomini e donne sulle loro vite mai con una valutazione critica delle loro personalità e per questo vince l’Atlantic Non Fictional Prize nel 1933.

Le sue traduzioni fanno conoscere in America grandi scrittori italiani, come Dante e Boccaccio. Ama la musica, così traduce anche Simon Boccanegra di Verdi; Il signor Bruschino di Rossini e Don Carlo di Verdi. Estrema oppositrice del fascismo italiano al Secondo Congresso di scrittori americani nel 1937 espone apertamente le sue idee contro il fascismo e i suoi pessimi effetti sulla letteratura. Nel suo intervento “La letteratura sotto il fascismo” afferma che “Il buio del Seicento è ritornato e oscura di nuovo l’ Italia intellettuale.” Attiva nella vita sociale in una New York in ginocchio a causa della grande depressione fonda con un gruppo di amici, tutti artisti, la Scuola d’Arte Leonardo da Vinci di Manhattan dove si tengono per gli studenti meno fortunati corsi d’arte gratuiti o molto economici. E’ l’unica scrittrice italo-americana inserita nell’American National Writer Biography e l’unica a ottenere apprezzamenti da grandi personalità della letteratura internazionale, tra cui il Premio Nobel per la letteratura Thomas Mann. Frances ha una vita sentimentale molto tumultuosa, si è sposata ben quattro volte: la prima con lo scrittore Victor J. Jerome negli anni Venti; dopo un divorzio, nel 1925, sposa Bernard DN Grebanier, un professore di letteratura inglese al Brooklyn College. Dopo un nuovo divorzio, nel 1943 sposa lo scrittore Richard Wilson Webb.

Dopo di lui, si sposa con il dottor Francesco Lazenby, studioso presso l’Università di Notre Dame. Sicura inoltre una storia d’amore con Giovanni Tusiani, tra i due una grande intesa e un’entusiasmante collaborazione. E’ Frances a suggerirgli di cambiare il suo nome di battesimo Giuseppe in Joseph e di imparare perfettamente l’inglese. A lui non rimane che seguire i consigli di quella donna dall’intelligenza vivace che lo introduce negli ambienti culturali più qualificati di New York. Con lui ritorna nella sua terra natia in un viaggio a ritroso per entrambi alla scoperta delle loro radici.

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