Sarebbe stato un grandissimo colpo giornalistico e letterario, se fossimo riusciti a strappare dalle mani di Leporello, fedele servitore di Don Giovanni, il prezioso libro, e fossimo riusciti a leggere, buttando uno sguardo indiscreto in quel ricettacolo che custodiva gli intimi segreti della lunga lista di donne da lui conquistate, il nome della prima caduta tra le braccia del mitico conquistatore. Una giovane fanciulla dalle gote arrossate dal sole, o una donna già promessa con la pelle fresca di una contadina; o magari una nobildonna dal corpo non più eburneo ma con due occhi ammalianti e il volto incipriato? Chissà; salvo che a qualche autore coraggioso non venga in mente di osare altro, di inventare ancora intorno a questo personaggio eterno, non c’è dato di saperlo.

Ci dobbiamo accontentare della prima nel senso teatrale. Anche se nella realtà non è per nulla poca cosa. Se si guarda il numero di spettacoli lirici che si svolgeranno quest’anno al Teatro Antico, nonostante il momento di crisi generale, culturale e teatrale, non si può non pensare al teatro simbolo di Taormina come a una realtà che, pur non avendo la stessa forza economica dell’arena di Verona, si sta spingendo verso l’alto, come aveva auspicato il regista Castiglione, con l’aspirazione di diventare il palcoscenico di un teatro modello per la lirica di grande respiro internazionale.

Il capolavoro di Mozart arriva il 4 agosto al Teatro Antico di Taormina in una nuova messa in scena originalissima, con un cast di star internazionali. Iconomou Panajotis sarà “Don Giovanni”, Andrea Patucelli vestirà i panni di “Leporello”, Blagoj Nocoski sarà la voce di “Don Ottavio” mentre nel ruolo di Donna Anna si alterneranno i soprani Laura Giordano (4, 12 agosto) ed Elena Borin (9 agosto). Donna Elvira avrà la voce del soprano Tian Hui, Masetto quella del basso Daniele Piscopo, e Zerlina quella del mezzosoprano Marina Ziatkova. I nuovi costumi creati appositamente dalla costumista Sonia Cammarata. L’orchestra del Taormina Opera Festival sarà guidata dal maestro Stefano Romani, e il Coro Lirico sarà diretto da Francesco Costa, e l’Orchestra Taormina Opera Festival sarà guidata dal direttore Stefano Romani, con le coreografie di Sarah Lanza. “Il Don Giovanni” è la seconda opera, che va in scena al Teatro Antico nell’ambito de “La Trilogia di Siviglia”, ovvero le tre opere andaluse ambientate nella Città di Siviglia. Le repliche ci saranno il 9 e il 12 agosto, in un lirico intreccio con le altre opere, la Carmen e Il Barbiere di Siviglia.

L’icona del libertino è già attraente, anche perché è una figura che perde nelle vittorie e vince nella sconfitta. È la scrittura del mirabile e del biasimevole, del sublime e del meschino dell’uomo, fatta con l’inchiostro dell’ironia di Leporello. Nell’incantevole scenario del Teatro Antico tutto diventa più seducente e intrigante, e nel caso specifico si incastra in maniera fantastica. Mi riferisco alla statua che farà da convitato di pietra, che arriverà nel finale a chiedere l’estrema redenzione. Di fronte alla quale però, mentre l’umano Leporello si anniderà sotto un tavolo, Don Giovanni si ergerà in tutta la sua eretica grandezza pronto a farsi inghiottire dalle tenebre. Il tutto dovrebbe generare un’esaltante gioco scenografico in cui Castiglione è un maestro.

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