«La ragioneria del comune non ha una strategia gestionale delle finanze di Taormina» – In questa settimana si sono svolti i primi due consigli comunali previsti dalla tabella di marcia della presidenza del Consiglio comunale e tra i protagonisti, con i suoi interventi in Aula, c’è stato Eugenio Raneri. Il consigliere delle opposizioni è stato critico nei riguardi del sindaco e ha confermato la sua posizione anche nell’intervista rilasciata a BlogTaormina: «La figura del sindaco è rappresentativa, rappresenta la città. Oltre a essere una soddisfazione personale, incorpora delle responsabilità. Raffigura anche il buon padre di famiglia che deve assumersi le responsabilità del genitore in famiglia. Se ciò viene meno chi ricopre quella carica dovrebbe riflettere». Altro tema al centro del dibattito è quello inerente il possibile aumento delle tasse per uscire dalla grave situazione economico-finanziaria in cui si trova il comune. Questa ricetta, però, non piace a Eugenio Raneri: «Ho chiesto il ritiro del pacchetto finanziario che è all’esame del Consiglio comunale. Quando c’è una malattia non si guarisce con una semplice pillola. Serve una strategia pluriennale. Non bastano alcune tasse per risolvere il problema evidenziato dalla Corte dei Conti. La verità è che la ragioneria del comune non ha una strategia gestionale delle finanze di Taormina».

«Quando il suolo pubblico viene concesso a tutti c’è una dissacrazione del territorio» – Raneri parla di recuperare con strumenti ben precisi i residui attivi: «Bisogna capire quali sono gli strumenti per recuperare i residui attivi, istituire l’Ufficio delle entrate e creare alcune professionalità. Il recupero crediti presuppone una strategia a monte. Se invece pensano che l’aumento di qualche tassa sia la soluzione per Taormina, si sbagliano». Secondo Eugenio Raneri il «comune di Taormina è senza regole», perché quando il suolo pubblico viene concesso a tutti c’è una dissacrazione del territorio». Ma allora cosa serve per ripristinare le regole in città? «Per rimettere le regole serve competenza, capacità, conoscenza, autorevolezza. Le regole sono gli strumenti di programmazione, i cosiddetti regolamenti. Se non si vuole intervenire con questi ci sono le ordinanze, ovvero si possono stabilire delle regole in attesa che il Consiglio comunale si pronunci». Già, ma per quale motivo in Aula non viene mai presentato il regolamento sui suoli comunali? La risposta dell’ex presidente del Consiglio comunale non lascia spazio a dubbi: «Il regolamento comporta clientelismo politico e quindi siccome i voti sono quelli che sono, ognuno cerca di tutelare il proprio orticello. Del resto se Taormina è ridotta in queste condizioni, la colpa non è solo dei sindaci che si sono succeduti, ma anche del Consiglio comunale».

«Abbandonare l’Aula senza che la gente possa conoscere la tua posizione è solo goliardia» – In queste due sedute settimanali, Raneri si è detto deluso dal comportamento del sindaco e di buona parte dei consiglieri delle opposizioni: «Le istituzioni meritano rispetto, ma non condivido neanche l’atteggiamento di alcuni consiglieri comunali che hanno scoperto l’Aventino e l’unica cosa che sanno fare è andarsene. Credo che stiano mortificando il proprio ruolo. Abbandonare l’Aula senza che la gente possa conoscere la tua posizione è solo goliardia. Non abbiamo capito, per esempio, se erano favorevoli o meno agli schemi di regolamento della Iuc. Si possono avere diverbi, condividere alcuni aspetti o no. Ma l’arena è il Consiglio comunale, non l’Aventino. Qua non abbiamo problemi di sopraffazione di democrazia». Se a Taormina non c’è un problema di democrazia, esiste forse un problema di legalità? «La legalità, così come la conosciamo, viene fuori nel momento in cui ci sono state le stragi di Capaci e di via D’Amelio. La questione della legalità ha radici nella democrazia, che ha bisogno delle regole e degli ordinamenti di uno Stato per dire quello che si può fare e quello che non si può fare. Il rispetto di queste regole significa legalità. Se il comune di Taormina, per esempio, ha un Piano regolatore o un regolamento sui suoi pubblici, devono essere rispettati. Se non vengono rispettati, si ignora la legalità».

«Il futuro di Taormina dipende dai taorminesi, anche se è da una ventina d’anni che non vengono amministrati» – In un contesto così complicato, secondo Eugenio Raneri, il futuro di Taormina è ancora nelle mani dei taorminesi. O meglio, dovrebbe esserlo: «Il futuro di Taormina dipende dai taorminesi, anche se è da una ventina d’anni che non vengono amministrati. Non viene fatta un’analisi politica e le recenti riforme regionali non aiuteranno la situazione. Gli elettori di Taormina devono fare una riflessione ed è sufficiente chiedersi cosa hanno fatto in questi anni in Consiglio comunale gli otto rappresentanti delle attività commerciali? Purtroppo nulla».

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