Non rimangono più altre occasioni per ascoltare in Italia i Toto, il gruppo rock americano nato a Los Angeles nel 1976, e tanto per chiudere in bellezza la tappa finale del loro tour a supporto dell’ultimo album si terrà nella cornice unica del Teatro Antico di Taormina, stasera. Della vecchia formazione riappare il bassista storico David Hungate che ha contribuito ai successi dei primi quattro album, e insieme agli altri, i due nuovi membri del gruppo che alimenteranno la sezione ritmica, il batterista Keith Carlock e il percussionista Lenny Castro.

Fin dai primi momenti le loro capacità tecniche hanno spaziato tra il rock, l’Hard rock e il pop, con delle puntate frequentissime nelle lande del soul, del funk, sempre contaminate da R&B e Jazz. Probabilmente il nome Toto, scelto all’inizio dal gruppo quasi per caso, sulla scia dell’entusiasmo quasi fanciullesco per il cagnolino di un film, “l Mago di Oz” si consolidò quando notarono che in latino significava totale. Ciò che li contraddistingueva è il fatto che erano tutti musicisti dotati tecnicamente, che avevano suonato diversi generi musicali, con alle spalle già tante esperienze sul palco e in sala di incisione, dove avevano lavorato per innumerevoli gruppi e cantanti. Diciassette album e più di 35 milioni di dischi venduti in tutto il mondo la dicono lunga sulla loro straordinaria carriera che li ha visti approdare con naturalezza nella Hall of Fame. Ce ne sono tante di “saloni della gloria”, ma quella della musica ha sempre un fascino straordinario, perché è un linguaggio universale con il quale si può fare arrivare la propria voce e le proprie idee in ogni parte del mondo, cosa che non accade con le lingue. Fu infatti fonte di grandi risate, arrivando in Giappone, scoprire che il loro nome aveva a che vedere con la maggiore casa produttrice di gabinetti.

Non era il loro un linguaggio impegnato. Non sono mai stati una band politicizzata. In “ Running out of time”, uno dei loro brani degli esordi nato quasi da un’improvvisazione, come hanno raccontato, parlavano di un ragazzo che nonostante l’età percepisce la morte come un evento vicino, e allora scatena una voglia di vita quasi paranoica, quasi a bruciare intensamente il tempo che gli rimane. Ma è l’espressione delle paure di un giovane che in preda alla paura esprime se stesso. Erano ragazzi anche loro, attratti dal rock, dalle grandi case e dalle grandi macchine, dalle belle donne. Ora diventati grandi e maturi, nelle loro canzoni si arriva a percepire non l’impegno politico, ma di sicuro una sensibilità che si avvicina a temi importanti. “Holy war”, uno degli ultimi brani è una specie di hard rockabilly, con un sapore mediorientale, e in questa canzone saltano fuori le problematiche di una umanità che ancora oggi, alle soglie del XXI secolo riesce a commettere atrocità e delitti in nome di Dio. E a proposito del tempo che viviamo nell’ultimo album c’è “21st century blues”, che è un brano che narra di come le cose erano più naturali una volta quando tutta la tecnologia non aveva invaso la nostra vita di tutti i giorni e si viveva senza l’assillo del cellulare.

Qualcuno tra gli appassionati forse saprà già che il loro tocco musicale negli anni ottanta ha accompagnato “Thriller”, uno dei più grandi successi del re del pop Michael Jackson, “Human Nature”, infatti, uno dei brani dell’album, fu scritto da Steve Porcaro e suonato da tutta la band, di cui sono noti un sacco di brani, spesso in cima alle classifiche mondiali come Africa”, “Hold The Line“, “Rosanna“, “I Won’t Hold You Back” e “I’ll Be Over You“, oltre al loroToto IV , che li ha fatti entrare nella storia rendendoli i primi artisti a vincere 6 Grammy Awards per un album. Pensavano che “Falling in between” del 2006 sarebbe stato il loro album finale. Poi varie vicissitudini, tra cui la raccolta di fondi a favore del bassista Mike Porcaro, affetto da SLA, e alcune esigenze della casa discografica, li hanno spinti a mettere giù l’ultimo lavoro. Ma soprattutto credo l’amore per il loro modo professionale di vedere la musica, fino all’ultimo sulla scena. Il concerto a Taormina è un regalo che si fanno a vicenda, Il Teatro Antico accoglie un pezzo di storia della musica, e i Toto, chiudono mirabilmente, in maniera evocativa e simbolica questo tour in uno dei posti più magici della costa mediterranea.

© Riproduzione Riservata

Commenti