Casa Cuseni, giardino

Al di là del caos del Corso Umberto – Di meraviglie nel Museo di Casa Cuseni ce ne sono molte. I personaggi che sono passati da questo edificio, del resto, hanno lasciato un’eredità importante e difficile da non tenere in considerazione. Però Casa Cuseni non è soltanto ciò che custodisce, ma anche ciò che la circonda. Il riferimento è al suo affascinante giardino storico che è il più antico e meglio conservato di Taormina. È sufficiente salire per gli scalini, guardare le piante curate e gli alberi, le fontane e le vasche con i petali dei fiori, per rendersi conto della magia di questo luogo. Al di là del caos del Corso Umberto, ormai vittima prediletta del turismo di massa che attraversa la città, in questo spazio verde si riesce a percepire l’essenza nascosta di Taormina. Sembra di stare in una fiaba e per la precisione in “Alice nel Paese delle Meraviglie”, il romanzo di Lewis Carroll riprodotto nella pellicola della Walt Disney.

La magia è il filo conduttore che unisce i due giardini – In quel libro e nelle prime immagini del film, si può ammirare il tipico giardino inglese. Un paesaggio di fine Ottocento che richiama alla memoria il giardino del Museo di Casa Cuseni. Certo, non vedremo la bionda Alice aggirarsi per il verde della Casa taorminese e nemmeno il bianconiglio infilarsi in qualche cunicolo. Peccato, sarebbe davvero bello. Al massimo si può notare un gatto rossiccio da non confondere con lo stregatto di “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Per il resto, però, la magia è il filo conduttore che unisce i due giardini. Quello di Casa Cuseni è stato edificato tra il 1898 ed il 1931 dal pittore inglese Robert Hawthorn Kitson con l’aiuto di Sir Frank Brangwyn, di Sir Alfred East e di Sir Cecil Hunt, tutti membri della Royal Academy, presidenti della Royal Society of British artists i primi due e vice presidente della Watercolour society il terzo.

Quanti particolari – Oggi, questo giardino, rappresenta la più complessa progettazione di un giardino inglese in terra siciliana ed è praticamente intatto nei suoi molteplici aspetti architettonici. Proprio come il giardino di Alice, dove ogni particolare ha un significato, anche in quello di Casa Cuseni si notano precise sfumature. Tulle le fontane, a tal proposito, sono allineate al camino centrale della casa e ricordano che questa è la terra del greco Empedocle. Alcune terrazze del giardino sono costruite con i sassi neri (lavici) e sassi bianchi trasportati dall’Isola Bella oltre cento anni fa, componendo una geometria complessissima che stilizza l’albero della vita, forse a volerci ricordare la nostra matrice araba. Poi ci sono elementi sottratti dal rinascimento toscano, dai chiostri conventuali di Palermo. Anche la piscina segue la logica costruttiva ed è allineata al camino centrale dell’Etna, sempre fuoco e sempre acqua, e quando la piscina è colma, l’eruzione qui si riflette come in un grande specchio. Un pannello alle spalle della piscina, realizzato dal primo decoratore europeo di Tiffany, ricorda questo fenomeno stilizzato. Dal Giardino di “Alice nel Paese delle Meraviglie” al Giardino di Casa Cuseni, la fiaba continua.

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