Castelmola, le foto di Giovanni Franco oltre la linea della “Sicilia da cartolina”

Lo sguardo di Giovanni Franco va oltre la linea, si posiziona al di là di quello che di solito si potrebbe cogliere. E questo è un paradosso. Si, perché per vedere la quotidianità il giornalista dell’Ansa si è dovuto posizionare «uber die linie»

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È la quotidianità, quella che ormai si fa fatica a raccontare…e fotografare – I turisti che da Taormina salgono a Castelmola e visitano uno dei borghi più belli d’Italia, quando entreranno nel Museo del Castello di Mola in cui è esposta la mostra del giornalista Giovanni Franco, “L’isola a colori vista da Giovanni Franco. Viaggio fotografico in Sicilia”, dal 16 al 26 luglio, potrebbero rimanere delusi. O meglio, potrebbero rimanerci male quelli che si sono fatti un’idea stereotipata della Sicilia. Tra t-shirt del Padrino, don Corleone, coppole, lupare e litanie varie, entrare nel Museo e vedere i paesaggi siciliani, gli sfondi, i volti, il mare nelle foto di Giovanni Franco potrebbe far sorgere la domanda: ma dove sono state scattate queste foto? La risposta è in Sicilia, nell’isola in cui vive il collega dell’Ansa. È la quotidianità, quella che ormai si fa fatica a raccontare. Quella di cui non si parla, quella che con difficoltà finisce nei servizi dei telegiornali.

Per vedere la quotidianità Franco si è dovuto posizionare «uber die linie» – La mostra di Giovanni Franco non fa per gli appassionati della solita e poco credibile Sicilia. Non troveranno le foto in bianco e nero, quelle dei morti di mafia, dei bambini denutriti che giocavano lungo strade degradate. Come sottolineato dal giornalista, invece, si può scorgere «la Sicilia della luce, dei colori, delle immagini e delle emozioni». È questo il risultato di quasi cinque anni di lavoro in giro per la Sicilia. Lo sguardo di Giovanni Franco va oltre la linea, si posiziona al di là di quello che di solito si potrebbe cogliere. E questo è un paradosso. Si, perché per vedere la quotidianità Franco si è dovuto posizionare «uber die linie», per utilizzare una frase cara al filosofo tedesco Ernst Jünger. Una foto, in particolar modo, è quella che rappresenta un paesaggio che potrebbe essere associato a una città del centro Italia e invece è Corleone. Niente sangue, nessuna “minchia” metaforizzata tramite una coppola.

Noi siciliani abbiamo un gran bisogno di fermarci per vedere questi scatti – Giovanni Franco ha usato la fotografia per spogliare la Sicilia dai pre-giudizi che la umiliano e la degradano in tutto il mondo. Questa isola, quella che si può vedere nelle immagini di Franco, potrebbe essere un vero e proprio set cinematografico. La luce, del resto, si presta a farla diventare un palcoscenico perenne. «Però tutto questo dovrebbe essere coniugato con un’accoglienza, altrimenti si costringe un regista come Giuseppe Tornatore a girare uno dei suoi film, “Baaria”, in Tunisia», ha evidenziato Giovanni Franco che come un viandante ha percorso la Sicilia alla ricerca dell’essenza di questa terra. Il risultato è la mostra che si può ammirare a Castelmola, dove tra le 90 foto ne sono state selezionate 35 da parte della curatrice Milena Romeo: «Per fare una selezione ho seguito un criterio tecnico, ho scelto quelle foto che raccontavano meglio la luce di Sicilia. Poi ho cercato di capire a quale paesaggio e sfondo l’autore fosse più affezionato. Ho selezionato con molta fatica le foto più rappresentative. Lui non ha uno sguardo conflittuale, politico, ideologico o di denuncia. Ha uno sguardo affettivo». Mentre l’altro curatore della mostra, Giuseppe Filistad, ha detto che «Giovanni Franco fotografa la bella Sicilia» e in un momento come quello attuale abbiamo un gran bisogno di fermarci per vedere questi scatti del giornalista dell’Ansa.

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