Se Palermo rallenta Taormina – Sono ormai trascorsi due anni e mezzo da quando “Taormina-Naxos-Valli d’Alcantara e D’Agrò” sognano di entrare a far parte del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco. La Perla dello Jonio e il suo comprensorio non si sono svegliate da questo bel pensiero, ma dopo l’incontro che si è tenuto a Roma nella giornata di ieri, presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il rischio è che i tempi si allunghino più del previsto. Già, perché da quando Palermo, Monreale e Cefalù sono diventate Patrimonio dell’Unesco la situazione si è complicata. In Sicilia, infatti, prima dell’importante riconoscimento al capoluogo dell’isola hanno ottenuto questo risultato Agrigento, Siracusa, Noto, Piazza Armerina, Isole Eolie ed Etna. Numeri alla mano, dunque, la Sicilia è la regione italiana con più siti Unesco e un ennesimo riconoscimento, a poco tempo di distanza da quello di Palermo, complicherebbe le scelte nel quadro globale.

Intraprendere un percorso che riconosca la valenza culturale del luogo – In questo gioco di numeri Taormina ne pagherebbe le conseguenze, almeno per il momento. Nell’incontro romano erano presenti il vicesindaco e assessore alla Cultura Mario D’Agostino, il professore Domenico Nicoletti, ordinario presso l’Università di Salerno – cattedra di Gestione e Salvaguardia delle Aree protette e segretario dell’Osservatorio europeo del paesaggio, nonché esperto del sindaco Eligio Giardina per la candidatura, il consigliere comunale e vice presidente vicario del Club per l’Unesco di Taormina Salvo Brocato e un delegato del ministro Dario Franceschini. Le istituzioni di Taormina hanno ribadito la volontà di portare avanti la candidatura insieme al comprensorio all’interno del gruppo Unesco. Però, e questa è la novità del confronto capitolino, tra gli obiettivi non ci sarà soltanto quello di inserire Taormina nella tentative list, ma intraprendere un percorso che riconosca la valenza culturale del luogo. Almeno questo è uno dei punti che vorrebbe raggiungere l’amministrazione taorminese.

Un momento interlocutorio – Era il 17 maggio quando il professor Nicoletti ricordava che la candidatura di “Taormina-Naxos-Valli d’Alcantara e D’Agrò” si trovava «nella fase più importate». «Ci vorrà ancora qualche anno», aveva aggiunto il docente e sarà proprio così. Si, perché questo momento continua a essere interlocutorio e in contemporanea le parti interessate, compresi gli esperti Unesco del ministero dei Beni culturali, stanno elaborando la migliore strategia per raggiungere l’obiettivo finale. L’unico inconveniente è che i tempi saranno più lunghi del previsto. Poteva andare peggio? Forse, considerando l’impasse che si era creata nelle ultime settimane a Roma dovuta, a quanto pare, a qualche perplessità sulla candidatura di Taormina e del comprensorio espressa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali.

© Riproduzione Riservata

Commenti