Taormina, via Teatro Greco

Roma riacquista la “grande bellezza” – Come sarebbe Taormina senza venditori ambulanti sul Corso Umberto e in tutto il centro storico? È la domanda che potrebbe sorgere dopo le immagini e le foto del Colosseo, a Roma, senza bancarelle e camion bar che lo circondano. Una rivoluzione che nella Capitale attendevano da anni. Sono stati messi fuori dal centro storico, e per la precisione dal Colosseo, dai Fori Imperiali, dal Pantheon e da Piazza di Spagna ben 76 postazioni tra 22 camion bar, 43 urtisti e altre 11 tipologie di ambulanti. Senza tutto ciò il Colosseo mostra la sua bellezza e lo spazio intorno riacquista un significato. Questo, però, non vuol dire discriminare il lavoro dei venditori di strada. Il comune di Roma, infatti, ha previsto delle zone ben precise in cui quelle persone potranno esercitare la loro attività e si tratta di lungotevere Oberdan, lungotevere Testaccio, lungotevere Maresciallo Diaz e via della Piramide Cestia. Nonostante le proteste e i pianti dei venditori ambulanti, il centro di Roma si è liberato di quelle camionette che stonavano con “la grande bellezza” capitolina.

Torre dell’Orologio? No, Torre Spongebob – Camminando sul Corso Umberto di Taormina, come tutti possono notare sia di giorno che di sera, compaiono i venditori ambulanti che con i loro lenzuoli o compensati vendono giochi, occhiali e bastone per i selfie. La Torre dell’Orologio, per esempio, potrebbe essere ribattezzata Torre Spongebob considerando la presenza della spugna animata che si esibisce senza sosta (nonostante il caldo) in un balletto che attira i passanti. Di fronte al Palazzo dell’ex Pretura, invece, capita di vedere qualcuno chiedere elemosina e altri venditori di merce contraffatta di varie nazionalità. No, non è una questione di pelle e di extracomunitari. Il problema è che a Taormina centro non dovrebbero esserci certe abitudini. Persino nello spiazzale del parcheggio Porta Catania c’è qualcuno che vende “cazzarelle” varie. E come non citare piazza IX Aprile, ostaggio di palloncini, cagnolini che abbaiano al comando di una pila e un venditore di piadine a giorni alterni.

Via Teatro greco, ostaggio di lenzuoli e camionette – Qualcuno ha la licenza, altri no. Alcuni l’hanno ottenuta in questi anni e se la sono vista tramandare di padre in figlio. Poi ci sono i venditori ambulanti vicino la Farmacia e guai a dirgli qualcosa, ormai quel posto è il “loro”. La situazione è deprimente anche nella via Teatro greco, dove ci sono ambulanti che scappano quando passa una volante o la Polizia municipale e tornano subito dopo, fino ai camion bar e bibite che si trovano a ridosso del Teatro greco. Si può dire che è uno spettacolo indecoroso? Poco importano le giustificazioni secondo le quali quei camion hanno ottenuto un’autorizzazione diversi anni fa quando cambiò una legge nazionale. Roma e il suo centro storico docet. Con ogni probabilità era così anche intorno al Colosseo, ma l’amministrazione guidata da Ignazio Marino, seppur tra mille difficoltà, è riuscita tramite determina dirigenziale a cambiare la situazione.

Concedere ai venditori ambulanti un’area periferica – L’area archeologica dovrebbe rimanere integra e non ostaggio di uno spettacolo del genere. Del resto la bellezza di Taormina rimane il principale volano economico e turistico. Umiliare la città in questo modo vuol dire farsi del male da soli. Nel nome del decoro urbano, quindi, potrebbe essere posta l’attenzione su questo problema che riguarda il centro di Taormina tra il Corso Umberto e via Teatro greco. In questo caso dovrebbe essere l’assessore Pina Raneri, con delega all’Arredo urbano, a proporre un’iniziativa per cercare di ridare dignità a questi luoghi simbolo della città di Taormina. Questo, però, non vorrà dire impedire ai venditori ambulanti di esercitare la propria attività. In contemporanea, infatti, si dovrebbe individuare un luogo periferico in cui tutti questi lavoratori potranno vendere al pubblico la merce. Si creerebbe, in un contesto del genere, uno spazio caratteristico, particolare, che si andrebbe a contraddistinguere e potrebbe attirare, a prescindere dalla vicinanza o meno dal Teatro greco e dal Corso Umberto, i visitatori e i cittadini.

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