L’amministrazione comunale di Taormina, guidata dal sindaco Mauro Passalacqua, gli ha intitolato uno dei premi più ambiti tra quelli denominati “Città di Taormina”. Lui è il cavaliere Enrico Lo Turco, figlio dei fondatori e proprietari dell’Hotel Miramare, Don Antonino Lo Turco e Donna Carmela Cingari, direttore sin da giovanissimo dello storico albergo, assessore comunale al Turismo per diversi anni, presidente dell’associazione albergatori e della Cata Hotels negli anni settanta e soprattutto per oltre vent’anni presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo. Uomo distinto, veloce nei movimenti, con occhi vispi, il cavaliere Lo Turco è stata una figura di spicco e di elevata importanza per il turismo taorminese. Insieme al cognato Finy Fichera, fondatore e direttore di una delle più storiche agenzie di viaggio, e al fratello Pancrazio Lo Turco, proprietario per un periodo dell’Hotel Timeo, Enrico Lo Turco partecipò attivamente e fu il principale artefice dello sviluppo e del boom turistico degli anni sessanta e settanta, determinandone per molti anni la programmazione e i flussi, soprattutto quelli delle compagnie di viaggio che nel periodo invernale portavano nella “Perla” i turisti scandinavi.

Insieme all’amico Filippo Calandruccio, direttore dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, girò il mondo non mancando mai a un appuntamento con gli operatori turistici e la stampa internazionale, testimoniando sempre il suo amore per Taormina e decantandone ovunque la bellezza. Allora all’AST ad affiancarlo, oltre lo stesso Calandruccio, c’era una squadra fortissima composta da Aurelio Turiano, Aldo Bonaventura, Franco Raccuia e Annamaria Rao. Con il suo amico fraterno Salvatore Martorana e insieme con altre famiglie storiche di albergatori taorminesi, ha creato quell’atmosfera magica che avvolge lo straniero che giunge a Taormina e che lo incanta a tal punto da non volerla più abbandonare. Uno dei fondatori del Rotary Club città di Taormina e presidente di Taormina calcio, uomo di grande umanità, è stato attivo anche nella vita sociale della sua città natale.

Figura illustre stimata in tutto il mondo, Enrico Lo Turco aveva una straordinaria capacità di mediazione che applicava soprattutto con i suoi amici politici, tra cui Pancrazio De Pasquale, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, parlamentare europeo, sempre e solo per ottenere il meglio per Taormina. Amante dell’arte, fine conoscitore di antiquariato siciliano, nutriva una viscerale passione per l’opera lirica, ma anche una particolare attenzione per gli usi, costumi e tradizioni della sua terra, che sapeva affascinavano gli stranieri provenienti da tutto il mondo. Per questo, sia come assessore al turismo sia come presidente dell’azienda assicurò, per lunghi periodi dell’anno spettacoli folkloristici dei famosi canterini peloritani e l’opera dei pupi dell’antica famiglia Macrì. Attivo e sempre in prima fila, insieme al sindaco Eugenio Longo per la riapertura del casinò di Taormina, di cui sosteneva l’importanza turistica ed economica, è morto il 27 maggio del 1983, memorabile l’elogio funebre, un’intera pagina su La Sicilia a firma Candido Cannavò. Al suo funerale sono presenti tutti, proprio tutti, e non poteva essere altrimenti, il cavaliere Enrico Lo Turco è stato il cuore pulsante dello sviluppo turistico di Taormina nel mondo.

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