L’utilizzo del tarassaco come diuretico della radice risale al 1500 – Il Taraxacum officinale è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia della Asteraceae. Il nome latino deriva dalle parole greche tarakè “svolgimento” e àkos “rimedio”, indicando le importanti proprietà disintossicanti di questa pianta. Originaria di Europa, Asia, Africa e America boreale, oggi è naturalizzata in tutte le regioni temperate e fredde del pianeta. Cresce fino a un’altitudine di 1800 metri nei prati, al margine dei campi coltivati, nei boschi, sulle sponde erbose, lungo le strade e cortili. Alta dai 3 ai 10 cm, è caratterizzata da una radice cilindrica carnosa dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di corti gambi sotterranei. Le foglie sono semplici con margine dentato. Il fusto che esce dalla rosetta è cavo: all’apice porta un’infiorescenza giallo dorata. L’utilizzo del tarassaco come diuretico della radice, delle foglie e del fiore è attestato fin dal 1500. I trattati di etnobotanica confermano la sua diffusione come insalata (le foglie) fin dall’antichità, per questo è anche chiamata impropriamente “cicoria selvatica”.

Principi attivi – Contiene attivi interessanti dal punto di vista terapeutico e alimentare. In particolare è ricco di tetraidroridentina, tarassacolide, glucopiranosidi dell’acido tarassico e dell’acido diidrotarassico, tarassacoside, triterpeni, fitosteroli, flavonoidi, carboidrati (mucillagini, inulina e fruttosio), lipidi (sopratutto acidi grassi insaturi), protidi e amminoacidi, come asparagina e arginina. Inoltre sono presenti tannini, sali minerali (fino al 4,5% di potassio), provitamina A, vitamine del gruppo B e C. La droga è costituita dalle radici, ma anche le foglie sono ricche di molecole attive.

In cosmesi – L’infuso ottenuto dalle foglie e dai fiori veniva tradizionalmente utilizzato per schiarire le efelidi. Le creme per il viso a base di tarassaco hanno proprietà tonificanti e sono utili per ripristinare il naturale colorito della pelle. Le lozioni da applicare sul cuoio capelluto e su tutta la lunghezza dei capelli li rinforzano contrastandone la caduta.

Come alimento – In primavera, le foglie giovani possono essere consumate crude in insalata insieme alle radici più tenere, oppure cotte al vapore per pochi minuti in modo tale da non perdere il ricco contenuto in principi attivi. I fiori possono essere fritti in pastella. Dai fiori si ricava un miele cremoso e forte dal colore ambrato e l’odore intenso, mentre l’industria alimentare li utilizza per la preparazione di gelatine. Le radici tostate infine possono essere un sostitutivo del caffè, simile a quello che si ottiene dall’orzo.

In erboristeria – In fitoterapia si utilizza la droga pura, costituita dalla radice, in forma di succo fresco, tintura alcolica o decotto. Grazie alle sue proprietà eupeptiche, coleretiche, lassative, diuretiche e depurative, è ideale per chi soffre di epatosi di natura non infettiva, difficoltà digestive, ipercolesterolemia, stipsi, ritenzione idrica e iperglicemia (solo se lieve). Costituisce un valido aiuto per recuperare la piena forma dell’apparato digerente in tutte quelle occasioni in cui si esagera con cibi ricchi di grassi.

Per la bellezza della pelle – Grazie alle sue qualità depurative, questa pianta amica del fegato aiuta a risolvere i problemi di acne e dermatite legati a stress e cattive abitudini alimentari. Le proprietà diuretiche facilitano l’eliminazione dei liquidi in eccesso e la presenza della vitamina C migliora il microcircolo, combattendo all’interno gli inestetismi legati alla ritenzione idrica.

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